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Rilancio dell’ex Ilva di Cornigliano: cosa emerge dal vertice al Mimit

Vertice a Roma tra Governo e istituzioni liguri per definire il futuro dello stabilimento di Cornigliano: dal rilancio della linea dello zincato alle garanzie sulla continuità produttiva, prende forma il nuovo percorso per l’ex Ilva.

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Il futuro dell’ex Ilva di Genova-Cornigliano torna al centro dell’agenda nazionale. A Roma, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca Silvia Salis per fare il punto sullo stabilimento genovese in una fase particolarmente delicata per l’intero gruppo siderurgico. L’incontro, atteso da lavoratori e istituzioni, arriva dopo settimane segnate da preoccupazioni, proteste e voci di un possibile ridimensionamento dell’attività.

Al termine della riunione, le posizioni sono apparse più nette. Il ministro ha confermato che non esiste alcun piano di chiusura per lo stabilimento di Cornigliano e ha ribadito che la riduzione dei flussi di coils verso il Nord – uno degli elementi che aveva fatto crescere l’allarme tra i lavoratori – è una misura temporanea, legata ai lavori di manutenzione avviati sugli impianti di Taranto. L’obiettivo, ha spiegato Urso, è quello di ripristinare una capacità produttiva di quattro milioni di tonnellate, condizione necessaria per assicurare nuovamente volumi adeguati anche agli stabilimenti liguri e piemontesi.

La struttura commissariale sta intanto lavorando su un percorso che potrebbe riportare in funzione la linea dello zincato, chiusa da anni e considerata fondamentale dai lavoratori per garantire il futuro produttivo del sito. La prospettiva è quella di affiancare al reparto di banda stagnata il rilancio del ciclo dedicato allo zincato, così da creare un equilibrio produttivo più solido e in grado di mantenere i livelli occupazionali comunicati la settimana precedente. È proprio questo uno dei punti chiave delle richieste avanzate dai dipendenti durante scioperi e presidi che, negli ultimi mesi, hanno riportato la vertenza al centro del dibattito cittadino.

Urso ha inoltre confermato che il Governo intende garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e il percorso di decarbonizzazione. In quest’ottica non viene escluso l’intervento di un soggetto pubblico, qualora necessario, per sostenere il nuovo piano industriale. Si tratta di un’ipotesi già emersa nei mesi scorsi e considerata da alcuni sindacati come l’unico strumento in grado di assicurare stabilità a lungo termine, soprattutto in assenza di investitori privati pronti a farsi carico della riconversione tecnologica.

Il contesto in cui si muove la trattativa resta complesso. Genova ha vissuto settimane di tensione, con scioperi e blocchi organizzati dai lavoratori e con appelli continui a evitare lo “spezzatino” del gruppo e a garantire un futuro certo al sito di Cornigliano. Il percorso verso la decarbonizzazione – che prevede l’adozione di nuove tecnologie come i forni elettrici e una trasformazione complessiva della filiera – è visto da Regione e Comune come un’occasione anche di sviluppo urbanistico e occupazionale. Nelle scorse settimane Bucci aveva parlato della possibilità di creare, grazie alla riorganizzazione del sito, centinaia di nuovi posti di lavoro e vaste aree da destinare a nuove attività industriali e logistiche.

Tra i lavoratori, l’esito del vertice romano è stato accolto con una cauta fiducia. Alcuni sindacati hanno espresso soddisfazione per l’apertura sulla linea dello zincato e per le conferme sulla continuità produttiva, pur ribadendo la necessità di avere garanzie scritte e un piano industriale dettagliato. L’attesa ora si concentra sui prossimi giorni, quando dovrebbe essere presentato un documento più completo sulla strategia per Cornigliano. Da quel piano dipenderà la concretezza delle promesse e la credibilità di un percorso che, secondo le istituzioni, potrebbe finalmente segnare una svolta positiva nella lunga e tormentata storia dell’ex Ilva genovese.

Fivedabliu.it

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