Oltre la notiziaPunti di Vista

Emanuele Cardinale (Nursing Up): “Il sovraffollamento dei pronto soccorso nasce dalla carenza di personale e posti letto”

Tra pronto soccorso sovraffollati, personale ridotto e un territorio che invecchia rapidamente, la sanità ligure mostra i limiti di un sistema che non riesce più ad assorbire i bisogni di assistenza dei cittadini.

Tempo di lettura 5 minuti

Genova — «Non è completamente vero che i cittadini intasano i pronto soccorso con accessi impropri. Il problema è un altro: i reparti non riescono più ad assorbire i pazienti».
Emanuele Cardinale, infermiere dell’Ospedale Galliera e sindacalista di Nursing Up, descrive così la situazione sanitaria ligure e genovese, indicando con precisione il punto critico da cui nasce il collasso attuale: «Gli accessi oscillano negli anni, è vero, ma restano sostanzialmente stabili.
È il sistema che non regge più. Quando un paziente acuto non trova posto in reparto, resta in pronto soccorso per ore, a volte per giorni, e questo crea un effetto a catena che blocca tutto».

In una regione come la Liguria, dove quasi il 30% della popolazione ha più di 65 anni, il bisogno di ricoveri è strutturalmente più alto rispetto alla media nazionale. «Abbiamo più fragili, più cronici, più grandi anziani. A parità di posti letto, la domanda è molto più alta. E i reparti non riescono più ad assorbire ciò che arriva dal territorio».

Secondo Cardinale, la carenza di personale è il fattore che amplifica l’intero fenomeno. Negli ultimi 10-15 anni, spiega, il Galliera ha perso un numero significativo di posti letto, scendendo intorno a quota 400.

«Gli spazi ci sono, perché negli anni sono stati chiusi reparti che funzionavano. Ma manca il personale per riaprirli. E senza infermieri, OSS e medici, non si possono attivare letti, non si possono gestire i pazienti, non si può reggere il flusso».

Le conseguenze, nei pronto soccorso di Genova, sono immediate e concrete. I pazienti rimangono in attesa per periodi lunghissimi, esposti a rischi documentati: infezioni, cadute, peggioramento delle patologie croniche.

«È inevitabile che un paziente anziano immobilizzato per giorni vada incontro a complicanze», afferma Cardinale. Nel frattempo, gli operatori devono gestire contemporaneamente le urgenze che arrivano dal territorio e i malati che dovrebbero essere già in reparto.

«Il pronto soccorso diventa un reparto improvvisato, senza spazi adeguati, senza condizioni idonee, senza personale sufficiente. La qualità dell’assistenza scende e aumenta il rischio clinico».

Il sovraffollamento porta anche a un altro fenomeno: le ambulanze bloccate. «Quando finiscono le barelle e gli spazi, succede che dobbiamo usare le lettighe delle ambulanze. Questo blocca il servizio di emergenza, perché i mezzi restano fermi fino a quando la barella non viene restituita. È una situazione purtroppo reale».

Sul fronte delle nuove generazioni, il quadro non è più incoraggiante. In Liguria le iscrizioni a Infermieristica risulta in calo, con un –2% secondo alcuni report e un –10% secondo altri.

Per Cardinale, questo si somma al calo di personale già in corso.

«I giovani non scelgono infermieristica perché vedono una professione che chiede moltissimo e restituisce poco. Le responsabilità sono enormi, i carichi di lavoro pesanti, il riconoscimento economico insufficiente. Le carenze di personale costringono a turni aggiuntivi continui. La vita privata si sacrifica, cresce il fenomeno delle aggressioni in corsia, e manca una vera tutela per gli operatori. È naturale che molti decidano di non intraprendere questa strada».

Il quadro nazionale delineato da Nursing Up è ancora più grave. Nel 2023, secondo la Ragioneria dello Stato, il SSN ha perso 12.869 infermieri in un solo anno. Nel 2024, stando alle rilevazioni del sindacato, nei primi nove mesi si sono dimesse oltre 20mila unità, con un incremento del 170% rispetto all’anno precedente. Nel quadriennio 2021-2024, più di 43mila infermieri hanno lasciato il servizio pubblico.

 È come un incendio che divampa, e se non si interviene subito, la sanità pubblica rischia di crollare su sé stessa.

Nei prossimi 5–7 anni, inoltre, la Ragioneria segnala un ulteriore problema di ricambio generazionale: mancheranno circa 13.000 unità a causa dei pensionamenti. «Se non si investe ora, il rischio di collasso è concreto», avverte Cardinale.

Sul piano sindacale, Nursing Up porta ai tavoli richieste precise.
«Chiediamo più sicurezza –stiamo trattando per avere un posto di polizia fisso davanti al pronto soccorso, attivo 24 ore su 24 – e più personale. Al Galliera, per esempio, abbiamo ottenuto un’unità infermieristica in più per gestire l’afflusso. Gli spazi sono limitati, ma almeno è arrivato personale aggiuntivo».

Per Cardinale, tuttavia, episodi isolati non bastano: «L’emergenza non può essere la normalità. Servono interventi strutturali».

A cinque anni dalla pandemia, il sentimento tra gli operatori è chiaro: il riconoscimento ricevuto allora si è dissolto rapidamente. «Ci hanno chiamati eroi, un’etichetta che non ci è mai piaciuta. Ma finita l’emergenza ci siamo ritrovati esattamente dove eravamo: sotto organico, sotto pressione, con turni massacranti e scarso riconoscimento. Il passaggio da essere celebrati a sentirsi di nuovo soli ha avuto un impatto emotivo enorme».

Guardando al futuro, Cardinale non usa giri di parole. «In una regione anziana come la Liguria, dove il ricambio generazionale è debole, ci aspetta un aumento progressivo dei tempi di attesa e del sovraffollamento. Senza posti letto e senza personale, il sistema non reggerà l’aumento dei bisogni».

L’assistenza domiciliare può aiutare, ma non risolve: «I nostri pazienti sono grandi anziani pluripatologici, si riacutizzano anche due o tre volte l’anno. Hanno bisogno di ricoveri ospedalieri per terapie che non possono essere gestite a casa».

La sintesi finale è semplice quanto drammatica: «Se non aumentiamo posti letto, personale e una rete territoriale efficiente per dimettere chi può uscire dai reparti, la sanità ligure e genovese rischia di bloccarsi ancora di più. L’unica soluzione è investire davvero su ciò che ha la priorità: spazi e personale.

Fivedabliu.it

Redazione del quotidiano digitale di libera informazione, cronaca e notizie in diretta

Share via
Copy link