Gli sfollati di via Porro, la paura di essere dimenticati

Luca Fava: “Il comitato pensa che si parli troppo di imprese e poco di persone”

 

Genova – In effetti l’aspetto economico è preponderante nella questione del crollo del Morandi.
Le amministrazioni, comunale e regionale, stanno facendo di tutto per scongiurare l’esodo delle aziende, soprattutto portuali, che vedono in Marsiglia un posto senza problemi e che non si lascerà di certo scappare la possibilità di acquisire clienti importanti
Poi ci sono le persone, quelle che fino ad oggi sono state aiutate a superare l’emergenza, che sono rimaste senza casa e che sono state portate a San Biagio in alloggi completamente vuoti, come se si potesse buttare un cartone in terra e dormirci sopra.
Lo sforzo dell’amministrazione Bucci è stato importante e tempestivo, coadiuvato da una giunta regionale “amica” che ha supportato lo sforzo del Comune in tutti i modi possibili.
La viabilità è stata rivoluzionata e il traffico, seppur caotico, ha retto l’impatto dovuto a un disastro “inaspettato”.  Il banco di prova saranno le prossime settimane e l’apertura delle scuole.

Ma anche noi, adesso, stiamo sviando dal tema principale.
E proprio di questo hanno paura gli abitanti di via Porro. Che alla fine verremo tutti ingurgitati dai problemi del traffico, delle imprese, delle Gronde, e che le polemiche seppelliranno le richieste dei genovesi che si sono ritrovati senza casa e senza le loro cose.
La rabbia di stamattina era, con molta probabilità, spinta da questo timore.
Forse bisognerebbe che ognuno si cercasse un’abitazione di suo gradimento e facesse pagare il conto a Autostrade per l’Italia, che ricordiamo, fattura 6,5 miliardi di euro, e in Italia chi ha tanti soldi e molte conoscenze non paga mai pegno. 

fp

Fabio Palli

Spirito libero con un pessimo carattere. Fotoreporter in teatro operativo, ho lavorato nella ex Jugoslavia, in Libano e nella Striscia di Gaza. Mi occupo di inchieste sulle mafie e di geopolitica.

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