Dialoghi sulla città. Parte Terza: il degrado. Come si genera, come si interviene

 In Inchieste

Ogni città possiede le sue anime morte, prigioniere in un purgatorio di tubi, polvere, idrocarburi e discariche abusive.
Sono gli abitanti delle periferie, quelle che a Genova non esistono perché è policentrica.

Proviamo a parlarne, della Genova policentrica, con quell’umanità che popola il Ponente e la Val Polcevera.
Un’umanità testarda che, nonostante le rassicurazioni dei politici, continua a sentirsi periferica e proprio non ne vuole sapere di rassegnarsi alle servitù.

Parliamone con chi ha sniffato l’amianto o nuotato nel cromo.
Con chi ha accarezzato il sogno della riqualificazione ma sta ancora vivendo nell’incubo del degrado.
Un incubo perché il degrado non è mai circoscritto. Il degrado genera un’aura negativa che si allarga come una metastasi dentro la città e ha un effetto induttivo disastroso perché coinvolge tutto il contesto all’intorno.

Il degrado genera altro degrado.

Di questo si parla nel terzo incontro con l’architetto Mauro Marsullo, di questo e di come si può intervenire. Perché la critica, quella intelligente almeno, non è solo fine a sé stessa ma deve suggerire uno spunto di riflessione e una prospettiva di rinnovamento.

Simona Tarzia

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