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Articolo 11

L’Italia ripudia la guerra

2026, Italia, 72’

“Articolo 11” è la nuova inchiesta firmata dai giornalisti genovesi Simona Tarzia e Fabio Palli. È un racconto che attraversa porti, rotte commerciali e zone di conflitto per mostrare ciò che normalmente resta invisibile: la logistica che rende possibile la guerra.

Perché le guerre non iniziano sul campo di battaglia. Cominciano molto prima, nei flussi del commercio globale, tra container, documenti di trasporto e merci che si muovono insieme atutto il resto. È dentro questa catena silenziosa che passano anche componenti militari,armamenti e tecnologie destinate ai conflitti.

L’inchiesta prende avvio da una domanda semplice e radicale: cosa accade quando un lavoratore decide di non caricare armi dirette verso una guerra? La risposta arriva da Genova, nel 2019, quando i lavoratori del CALP – il Collettivo AutonomoLavoratori Portuali – individuano su una nave un carico di generatori destinati ad alimentare droni da combattimento. Decidono di fermarsi. Non per rivendicazioni salariali o contrattuali ma per una scelta di coscienza.

Da quel rifiuto nasce una mobilitazione che supera i confini del porto genovese e coinvolge altri scali italiani, da Livorno a Trieste fino a Ravenna. Si forma così una rete di lavoratori che mette in discussione il ruolo strategico dei porti nella catena dei conflitti contemporanei.

Attraverso testimonianze dirette e il contributo di The Weapon Watch, l’osservatorio che monitora i traffici militari nei porti del Mediterraneo, il documentario ricostruisce il funzionamento di una logistica opaca e frammentata, capace di far viaggiare armamenti e tecnologie belliche lontano dall’attenzione.

Ma “Articolo 11” non si limita alle banchine. Grazie a immagini inedite girate tra il Sinai e Gaza e ai dati raccolti da organizzazioni come Emergency e Medici per l’Ambiente, l’inchiesta documenta le conseguenze umane e ambientali della guerra: l’utilizzo di armamenti proibiti, e vittime civili e l’impatto climatico dell’industria militare, le cui emissioni — comparabili a quelle delle maggiori economie mondiali — restano ancora escluse dai conteggi ufficiali delle conferenze internazionali sul clima.

Il documentario affronta anche il costo del dissenso. Mentre la Procura di Genova ipotizzava l’esistenza di una presunta organizzazione criminale tra i portuali, sulle stesse banchine si consolidavano rapporti di potere tra politica e terminalisti, poi travolti dall’inchiesta del 2024 che ha colpito i vertici della Regione Liguria.

A raccontare le conseguenze personali dell’opposizione alla filiera bellica sono anche Luigi Spera, il vigile del fuoco finito nel circuito di alta sicurezza con accuse di terrorismo per un’azione simbolica contro Leonardo, e Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, bersaglio di una querela temeraria legata alla sua attività di giornalista.

Storie diverse che convergono nello stesso punto: il tentativo di isolare e colpire chi prova a interrompere il funzionamento di un sistema economico e logistico che alimenta i conflitti. Le musiche originali di “Articolo 11” sono firmate da Adriano Arena. Animazioni digitali ed effetti visivi sono realizzati da Raimondo Della Calce.

Fivedabliu.it

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