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Autonomia differenziata, il 19 dicembre presidio sotto la Regione Liguria: “Violata la Costituzione”

Una mobilitazione nazionale contro le pre-intese firmate dal ministro Calderoli: sotto accusa il rispetto della Costituzione, l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti

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L’autonomia differenziata è il meccanismo previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione che consente alle Regioni di ottenere competenze aggiuntive su specifiche materie, attraverso intese con lo Stato. Un percorso che, secondo la Corte Costituzionale, deve essere rigorosamente motivato, rispettare l’unità della Repubblica e garantire in modo uniforme i diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale, a partire dalla definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP).

Proprio contro l’attuazione dell’autonomia differenziata così come portata avanti dal Governo Meloni e dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, venerdì 19 dicembre 2025 alle ore 17 si terrà un presidio–conferenza stampa sotto la sede della Regione Liguria in piazza De Ferrari, promosso dal Tavolo contro ogni Autonomia Differenziata di Genova.

L’iniziativa ligure si inserisce in una mobilitazione nazionale: presidi analoghi sono infatti previsti in contemporanea in Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, mentre una manifestazione si è già svolta in Lombardia.

Durante i presidi verrà consegnato ai presidenti dei Consigli regionali un documento unitario che denuncia le presunte violazioni della sentenza n. 192 del 3 dicembre 2024 della Corte Costituzionale, riscontrate nelle quattro pre-intese siglate il 18 e 19 novembre tra il ministro Calderoli e le Regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Le intese riguardano ambiti delicati come Protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e coordinamento della finanza pubblica in materia sanitaria.

Secondo i promotori, le pre-intese presentano diversi profili di incostituzionalità. In primo luogo, sono praticamente identiche tra loro, in contrasto con il principio affermato dalla Consulta secondo cui ogni trasferimento di competenze deve essere giustificato da specificità territoriali comprovate e dimostrare un vantaggio concreto per i cittadini. Inoltre, pur senza trasferire formalmente intere materie – possibilità esclusa dalla Corte – le intese ne “spacchettano” le funzioni, ricostruendo di fatto competenze piene in capo alle Regioni.

Un ulteriore nodo critico riguarda i LEP. La Corte ha chiarito che, in presenza di diritti civili e sociali, i livelli essenziali devono essere definiti preventivamente e non possono ridursi a standard minimi. Secondo il Tavolo No AD, questo principio viene disatteso soprattutto per la Protezione civile e la previdenza integrativa, mentre sulla sanità si rischia di cristallizzare un sistema di finanziamento che già oggi non garantisce prestazioni adeguate e uniformi.

Contestata anche la scelta del Governo di procedere fuori da un pieno confronto parlamentare, nonostante la Corte abbia ribadito che solo il Parlamento può ricomporre il pluralismo istituzionale e tutelare le esigenze unitarie della Repubblica. A ciò si aggiunge l’inserimento dei LEP negli articoli 123-128 della legge di Bilancio 2026, contro cui le opposizioni hanno chiesto lo stralcio o la soppressione.

Per i promotori della mobilitazione, l’autonomia differenziata, insieme al premierato e alla riforma della magistratura, rappresenta un disegno complessivo che rischia di frammentare il Paese, accentuare le disuguaglianze territoriali e compromettere il principio di universalità dei diritti, in particolare in settori come sanità e istruzione. Da qui l’appello a rilanciare una mobilitazione ampia e unitaria, capace di intrecciare conflitto sociale e iniziativa istituzionale.

Al Tavolo No AD di Genova aderiscono: Giuristi Democratici; Coordinamento Democrazia Costituzionale; Le Radici del Sindacato – area alternativa in CGIL; Legambiente; L’Europa che Vogliamo; Circolo Calogero Capitini; Comitato ligure Scuola e Costituzione; Comitato Dossetti; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Sinistra Anticapitalista; Partito Comunista Italiano; Alleanza Verdi Sinistra; Possibile.

Aderiscono inoltre all’iniziativa di oggi anche USB; Comitato Liberi Cittadini di Certosa; Rete di Donne per la Politica; Movimento Cinque Stelle; Comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino.

Il presidio di Genova sarà dunque uno dei momenti centrali di una giornata di mobilitazione nazionale che intende riportare al centro del dibattito pubblico il tema dell’autonomia differenziata e il rispetto della Costituzione.

Fivedabliu.it

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