Stanlio & Ollio

 In Cultura

Raccontare ai moderni il più grande duo comico della storia del cinema prendendo spunto non dall’apice ma dalla fase finale della carriera. È questa l’intuizione del regista Jon S. Baird che si affida ai fatti narrati nel minuzioso Laurel & Hardy – The British Tours dello scrittoreA.J. Martin per la tessitura del primo biopic dedicato a Stanlio e Ollio. (Ri)Portare sul grande schermo Laurel & Hardyè impresa pressoché impossibile se non si ha la fortuna di avvalersi di attori che fanno del mimetismo fisico e della comunanza interiore la chiave di volta dell’interpretazione: Steve Coogan eJohn C. Reilly vanno oltre il recitare: richiamano dall’Olimpo le anime stesse dei loro contraltari, vivificando nuovamente quel fantasmagorico gioco di movenze, sguardi, corporeità e gag irresistibili che hanno marchiato a fuoco la cultura popolare del ‘900, quasi fosse passato appena un attimo dall’ultimo tie-twiddledi Oliver o dalle smorfie di Stan. È il 1953, sedici anni dopo la rottura tra Laurel e il produttore storico Hal Roach a cui seguì il film Zenobia, interpretato dal solo Hardy, che incrinerà profondamente l’equilibrio umano della coppia. I due sbarcano sul Vecchio Continente, invecchiati e fuori tempo massimo, in condizioni di salute non perfette e con alle spalle turbolenti matrimoni seguiti da vampireschi divorzi. L’idea di una tournee in Inghilterra è un espediente per racimolare denaro e coprire un po’ di debiti (nell’attesa di interpretare un film su Robin Hoodche non vedrà mai la luce), ma i fasti di un tempo sono solo un ricordo. A poco a poco però, tra stamberghe improponibili e teatri semivuoti, il fascino intramontabile del duo tornerà a fare breccia: il nobilissimo Lyceum Theatre li abbraccerà presto a pieno cuore, con una serie roboante di sold out. Compariranno sulla scena anche le compagne dell’epoca Ida (Nina Arianda) e Lucille (Shirley Henderson), formando un (altro) duo frizzantino che sa di scorcio intimo e famigliare. Il tempo della mortalità, però, sta per scadere. È un gran bel film questo Stanlio e Ollio: commuove e fa sorridere, immalinconisce e spoetizza con la stessa trasparente leggerezza. Manca però della capacità di immergere lo spettatore nella storia, di suscitare empatia, di incollare alla poltrona. La narrazione rimane sul filo della medietà, del resoconto cronachistico, senza mai giungere a quella pregnanza che ci si sarebbe aspettata. Si evita l’agiografia, per fortuna, ma il capolavoro era a un passo. Peccato.

Enrico Pietra    

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