La vera sfida del Trasporto Pubblico è ridurre le emissioni

 In Costume & Società

A due anni dalla presentazione del Rapporto “Investire nel trasporto pubblico, ASSTRA, in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, presenta un aggiornamento del lavoro al fine di verificare lo stato dell’arte del Tpl nazionale.
Emerge come un settore in evoluzione, impegnato a contribuire all’abbattimento delle emissioni connesse al traffico urbano, ma che opera ancora con una flotta con età media elevata, con conseguenze sui livelli di emissioni dei mezzi. L’età media del parco autobus nazionale nel 2018 è di 12,3 anni (7 anni media europea). Buona parte della flotta autobus risulta ancora appartenente alle categorie pre-Euro 3 (21% in ambito urbano e 30% in ambito extraurbano), ma al tempo stesso cresce l’incidenza dei veicoli Euro VI (11% nel 2018).
Il parco autobus circolante nei centri urbani è prevalentemente ad alimentazione diesel (78% nel 2012, 71% nel 2018). L’analisi congiunturale, 2016-2017-2018, evidenzia come la percentuale dei mezzi a gasolio in esercizio sia in diminuzione, infatti i mezzi rottamati sono stati sostituiti con autobus alimentati a gas naturale compresso (CNG) (18% nel 2012, 27% nel 2018).
Rimangono pressoché stabili gli autobus full-electric ed ibridi (circa l’1% nel 2018). Le novità introdotte dal “Piano Strategico nazionale della mobilità sostenibile”, attualmente in fase di approvazione definitiva, stabilisce i criteri per il riparto e l’utilizzo dei 3,7 miliardi stanziati con la legge di bilancio 2017 (uno degli ultimi provvedimenti del Governo Gentiloni) nel periodo 2019-2033, ovvero la totalità delle risorse statali per i prossimi anni per il rinnovo del parco autobus. A queste si aggiungono le risorse disponibili per gli interventi sulla rete metropolitana, sulle tranvie, sul materiale rotabile delle linee ferroviarie regionali e sulle flotte che operano servizi di trasporto locale. L’ammontare complessivo è consistente: 2,5 miliardi di euro l’anno su un orizzonte temporale di circa 8 anni per le infrastrutture per il trasporto rapido di massa e fino al 2033 per tutto il materiale rotabile (una tale iniezione annua di risorse potrebbe infatti produrre valore aggiunto per circa 3,8 miliardi di euro l’anno, pari allo 0,2% del PIL, contribuendo a creare circa 99 mila unità di lavoro aggiuntive, 0,4% dell’occupazione totale).                                                                             La strategia sulla mobilità sostenibile è chiara, l’intenzione è quella di accelerare il processo di transizione verso una flotta ad alimentazione alternativa rispetto al gasolio in sostanza escludendo i veicoli diesel dal finanziamento statale.  Tale circostanza ha un impatto molto significativo sul settore e sui tassi di rinnovo attesi delle flotte bus (inoltre per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica, il Piano assegna fino ad un massimo del 50% dei Fondi disponibili, per i primi 3 anni di ciascun quinquennio). Eppure nonostante questo sforzo si andrà a determinare, sì una riduzione del numero di mezzi che sarà possibile immatricolare ma conseguentemente, non consente di ridurre l’età media del parco, le simulazioni condotte evidenziano che, considerando interamente spese le risorse a disposizione e pienamente rispettati i vincoli per l’utilizzo delle risorse dettati dal Piano in tema di scelta tecnologica dei mezzi e finanziamenti specifici alle infrastrutture di supporto, nei prossimi anni verranno immatricolati circa 20.000 mezzi, che porteranno la flotta ad avere un’età media di 17,5 anni nel 2033. Questa problematica della vetustà dei mezzi, comporta per le aziende un aggravio dei costi medi di manutenzione (i costi medi di manutenzione di un autobus nuovo sono 6 volte inferiori a quelli di un autobus di 15 anni); dall’altro, compromettendo la qualità del servizio e il confort di viaggio, non consente di sostenere lo sviluppo della mobilità collettiva a discapito dell’utilizzo dell’auto privata con ripercussioni sul livello delle emissioni e sulla congestione urbana. E’ dunque questa la grande sfida del settore, coniugare le esigenze di riduzione delle emissioni con quelle di abbassamento dell’età media del parco mezzi italiano e presuppone azioni e finanziamenti incisivi (si stima che affinché la flotta possa raggiungere nel 2033 l’età media di circa 7 anni). Rinnovare il parco con autobus alimentati da fonti di alimentazioni alternative, prevede complessivamente circa 500 milioni di euro aggiuntivi l’anno. Va preso in considerazione non soltanto lo sforzo delle aziende del trasporto, ma anche le necessità della filiera a monte quelle dell’automotive ed elettrica. Infine, è necessario sottolineare che qualsiasi pianificazione che ambisca a migliorare la mobilità sostenibile non può che abbattere la mobilità privata, tenendo presente che, nonostante tutto, i soli spostamenti motorizzati sono scesi dal 82,8% al 81,6%. Noi a Genova abbiamo compreso che l’uso degli autobus elettrici è in costante crescita e proprio in questa direzione ci stiamo muovendo. Per supportare la svolta ecologica del Tpl è necessario considerare con attenzione le implicazioni dell’utilizzo del bus elettrico, che chiede infrastrutture, certezze sull’efficacia di utilizzo rispetto alle necessità e una nuova organizzazione delle azioni di manutenzione, questo si sta cercando di incentivare con l’aumento delle colonnine di ricarica in giro per la città e la prossima trasformazione della rimessa Mangini in rimessa totalmente elettrica. Amt prosegue inoltre il cammino di svecchiamento della propria flotta: Oltre 35 bus usati già arrivati, entro Giugno/Luglio arriveranno 43 nuovi bus 18 mt, 20 bus da 10,6 mt e 23 bus da 9,4 mt, tra Maggio e Novembre arriveranno 11 bus da 12 mt ibridi e 10 bus elettrici da 7,8 mt. Con i fondi del Decreto Genova, circa 18,5 mln di euro, arriveranno entro il 2020 ulteriori 59 bus piccoli e medi (24 elettrici e il resto termici).

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi  dal Vostro autista Barnaba

Recent Posts

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Start typing and press Enter to search