Flash mob anti smog: il Ponente si ribella

 In Ambiente, Cronaca

Genova – A prendere picconate, in Lungomare Canepa, non è stato solo il “muro di Berlino”, lo scempio alto quasi due metri e poi abbattuto dal Sindaco Bucci, battezzato così dai Sampierdarenesi che l’anno scorso si sono svegliati murati nel proprio quartiere.
A prendere picconate è il diritto alla salute. Perché un diritto che non si riesce a estendere a tutti i cittadini, diventa un privilegio.
È così in tutto il Ponente, da sempre sacrificato alla vocazione industriale di una città matrigna che ne ha distrutto l’ambiente. Quel Ponente che ha poi pagato il prezzo più alto della crisi dell’industria.

Anche il “non fare” ha i suoi effetti.
Non fare adeguate politiche del lavoro, di qualità urbana e di qualità della vita. Non chiedersi che cosa voglia davvero la città. Calare dall’alto soluzioni che si dimostrano complicazioni e ricominciare daccapo, e spendere altri soldi pubblici.
Soldi nostri buttati nel cesso per l’incompetenza di qualcuno che non ne renderà mai conto.
Genova è una città in mano ai capricci delle lobby che, oggi, si limitano a governarne il declino. Parassiti che passeranno ad altro quando l’organismo ospite sarà definitivamente morto. Lo stanno già facendo…

Eppure uno spiraglio si è aperto questa mattina, almeno per me, davanti alla protesta del Ponente e della Valpolcevera uniti in Lungomare Canepa.
Dopo le delusioni di una politica che non è più in grado di regalare nemmeno speranze, ho realizzato che il nostro futuro di lotta si nasconde nei “comitati, comitatini, comitatetti”, tanto odiati dai nostri amministratori.

Uscire dai veti degli interessi particolari non sarà affatto facile, ma andando avanti insieme potremo ricordare ai politici di rispettarci tutti.

Simona Tarzia

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