Edoardo Chiossone pittore di corte in Giappone

 In Cultura

Il marchese Gian Carlo Di Negro fu assai conosciuto nell’Europa del 1800 per il suo amore per gli artisti.
Sposò la poetessa Camilla Olimpica, ospitò ed ebbe a cena nella sua villetta gente come Flaubert, Madame de Stael, Chopin. Fu anche un amico e sostenitore del giovane Paganini, da lui finanziato e accompagnato a Parma per audizioni.
Alla morte del marchese, nel 1857, la villetta venne venduta per lire 170.000 al Comune di Genova, che vi insediò la raccolta d’arte orientale ricevuta in donazione dall’incisore e pittore Edoardo Chiossone.

La raccolta era composta da oltre 15.000 pezzi unici originali di spade, vasellame, terracotte, pitture collezionati nel corso di una vita da questo straordinario personaggio di cui a torto, si sa pochissimo.
Pittore di grande qualità, lasciò la Liguria prima per andare a Londra, poi per il Giappone, in cui visse a lungo e di cui fu un grande conoscitore.
Amò il Giappone e il Giappone amò lui, tanto da farne un pittore di corte, con esecuzione di ritratti di imperatori e principi, cosa questa inusuale per i tradizionalisti giapponesi.

Resta il museo d’arte Orientale di Genova a suo ricordo e l’innesto all’interno della bella villetta, ne fa un caso forse unico in Europa di collezionismo .
Edoardo Chiossone, nato ad Arenzano (GE) nel 1833 e morto a Tokio nel 1898, quando tornò in Genova, portò con se un carissimo amico che divenne per lui una specie di fratello, il pittore giapponese Hiroshighe.

Questo pittore era un discendente di altro Hiroshige, un mercante che nel 1600 portò a Genova i semi del nespolo ma ebbe la sorte di ammalarsi e di morire in un convento gesuita nel 1627.
Questo evento va collegato a un fatto accaduto a Genova nel 1989 quando il Comune  organizzò una mostra di arte giapponese all’interno del museo nella villetta.

In quei giorni un tassista di Piazza Corvetto con capacità di medium, privo di nozioni di storia dell’arte, disse di avere più volte incontrato nei turni di notte un anziano giapponese elegantemente vestito con un kimono accompagnato da una gru dal becco rosso. Interpellatolo, in stato di trance, il vecchio avrebbe sostenuto di essere il mercante Hiroshige di Yohohama e di essere lì per celebrare il suo discendente amico del Chiossone, magnifico incisore di gru imperiali.

Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) .   “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini è del 2018 e l’ultima fatica riguarda i Sestieri di Genova . SALUCCI  SUL WEB

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