Prima di pensare a cambiare il mondo dovremmo provare a cambiare noi stessi

 In Editoriale

Quindi tutti alla manifestazione per salvare il mondo, chi in moto, chi in auto, chi fumando, qualcuno su un mezzo pubblico euro -25. Qualcuno altro, appena finito di sfilare, tornerà a voler forare il forabile e ad asfaltare anche le aiuole. Altri, magari hanno già prenotato una crocera su una nave che rilascerà nell’aria schifezze pari a quelle di 4000 automobili accese contemporaneamente. Sventoleranno bandiere fatte con derivati del petrolio e confezionate in una fabbrica altamente inquinante in un posto qualsiasi del sud est asiatico dove lavorano bambini sfruttati. Mi limito a stare a casa, fermo, cercando di non inquinare ma tant’è stamattina ho acceso pc e cellulare, e per permettermi di fare queste operazioni qualcuno in Congo ha estratto il Coltan necessario nell’industria hi-tech per un dollaro all’ora in una miniera controllata da guardie armate. 

Prima di pensare a cambiare il mondo dovremmo provare a cambiare noi stessi…

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