USB Liguria: “Registro delle famiglie tradizionali, un passo verso il medioevo”

 In Diritti, Politica

“Sabato 9 febbraio 2019 dalle ore 10 andiamo a manifestare all’anagrafe di Corso Torino: chiediamo a tutte e tutti di iscriversi insieme a noi al Registro delle famiglie del Comune di Genova, perché vogliamo che sia riconosciuta tutta la varietà degli stati di famiglia possibili.
Intasiamo gli uffici contro la politica dell’esclusione e dei privilegi!”

Questo l’invito di USB Liguria a tutti i cittadini che sogni contrari al’introduzione del Registro delle famiglie  accusando il Comune di praticare la disparità di trattamento nei confronti dei cittadini che non hanno le caratteristiche per essere inserite in questo registro. Il durissimo comunicato continua sottolineando che Le famiglie “diverse” non potranno beneficiare di facilitazioni nell’erogazione dei servizi sociali, di riduzioni del costo delle certificazioni anagrafiche, di un maggior punteggio nelle graduatorie delle case popolari, di agevolazioni negli abbonamenti AMT, di tariffe scontate per l’utilizzo dei Taxi, di tagliandi agevolati per i parcheggi e deroghe speciali per l’ingresso nelle zone a traffico limitato”.

La nota di USB non ha risparmiato il primo cittadino e il governo centrale: 

“Bucci e la sua maggioranza giudicano la maggior parte della cittadinanza non meritevole di accedere ai servizi alla pari delle famiglie elette; travolti dalla foga per difendere la famiglia tradizionale inciampano goffamente producendo provvedimenti discriminatori anticostituzionali e in violazione dei Trattati europei.

Venditori di ideologia a buon mercato, colpiscono pure i loro elettori perché convivenze, separazioni e divorzi sono un dato sociale trasversale e perché il 45% delle famiglie genovesi è composto da una persona sola!

Il messaggio della giunta Bucci è in sintonia con un clima nazionale e globale di restaurazione di un ordine misogino e omofobo, che richiama alla mente il tristemente noto “Dio, Patria e Famiglia”. In questa direzione vanno gli attacchi alla legge 194 sull’interruzione di gravidanza, la proposta di legge Pillon che rende il matrimonio nei fatti indissolubile, la pretesa di far tacere chi pubblicamente porta avanti un discorso di scelta libera e autodeterminata su sessualità, riproduzione, stili di vita”.

Recent Posts

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Start typing and press Enter to search