Tchaikovsky a Genova

 In Cultura

Era il 1879.  Modesto Tchaikovsky,  notevole drammaturgo e librettista, era un amante dell’arte  e si trovava in Strada Nuova a Genova (l’attuale Via Garibaldi)  per ammirare le gallerie d’arte di cui era appassionato. Con se, di malavoglia, era riuscito a condurre il fratello maggiore Pëtr Il’ic, già famoso compositore musicale.
Il fratello maggiore soffriva di mal di musei, una particolare fobia che coglie coloro che entrano in una galleria d’arte.

I fratelli Tchaikovsky, Pyotr Ilyich e Modesto

Scrisse egli stesso “Perché provo questa terribile stanchezza nei musei?. All’aperto posso camminare per ore e ore senza affaticarmi, ma non appena entro in un museo mi sento assolutamente esausto…”

I due fratelli avevano fatto un’escursione a Genova da San Remo, dove Pëtr Il’ic si trattenne a più riprese fin dal dicembre 1877, in un albergo gremito di inglesi che lo disprezzavano per la sua abitudine di entrare in sala da pranzo sempre in ritardo, quando gli altri se ne andavano.

Signora Meck

Tchaikovsky si era allontanato dalla Russia ed era reduce da una intensa relazione  con la signora von Meck, una donna che aveva intuito il suo enorme talento e che non difettava di decisionismo. Ancor prima, quando ebbe incarichi come insegnante al Conservatorio di Mosca, trovò quella che per lui fu una scomoda posizione: aveva gli occhi chiari ed azzurri, un fascino irresistibile per le allieve. Proprio lui che era un misogino e misantropo per eccellenza, un autoanalista della sua condizione di paura nel confronto con gli altri, soprattutto con il sesso femminile. Quello a San Remo in compagnia con il fratello Modesto fu uno dei periodi più tranquilli della sua vita. Proprio qui giunse a compimento la IV Sinfonia, iniziata in Russia, poi in Svizzera, infine in Italia.

Strada Nuova (Via Garibaldi)

Ma torniamo a Genova, dove ripensò, seduto sulle scale del museo nel quale non voleva entrare, a dispetto di Modesto che lo aveva portato con sé e che non sapeva più come comportarsi con quel fratello così difficile e geniale. Petr Il’ic ripensò probabilmente in quei minuti, seduto su qualche scalinata dell’attuale via Garibaldi ai suoi rapporti difficili con il mondo femminile, alla sua promettente attività di avvocato cessata a causa della passione per la musica. Musica che inizialmente tante critiche gli aveva causato per il suo innovativo modo di scrivere, un mix d tradizione russa e classicità. Eppure era stata proprio questa intuizione a spalancargli le porte della notorietà. Pensò alla mamma che lo aveva lasciato a soli 14 anni, malata di colera. Incredibilmente proprio la Russia, che lo avrebbe condannato per la sua omosessualità lo aveva convocato a Parigi per otto mesi a rappresentare il Paese. Ovviamente si diede malato.
Scrisse di quel periodo “… trovo la pace solo quando sono brillo. Mi sono così abituato a bere in segreto che mi basta, per rasserenarmi, completare la bottiglietta del cognac che mai mi abbandona… “.

Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) .   “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini è del 2018 e l’ultima fatica riguarda i Sestieri di Genova . SALUCCI  SUL WEB

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