Morandi: Commissario autorizzato a fare un prestito “pro solvendo” se ASPI non risponderà alla lettera di richiesta fondi

 In Cronaca

Genova – Lo ha confermato il Sindaco Bucci ieri, durante il Consiglio monotematico sull’Aggiornamento situazione post crollo ponte Morandi: “Come prevede la legge, stiamo preparando la lettera di richiesta fondi ad Autostrade per l’Italia, che partirà entro lunedì“.
Un conto corposo quello si vedranno recapitare: si parla di 400 milioni più IVA, “che coprirà non solo il costo del ponte ma anche gli acquisti degli appartamenti per gli sfollati, delle aziende interferite e dei macchinari che sono stati denunciati attraverso dichiarazioni giurate”.

ASPI ha 30 giorni di tempo per rispondere.
Se non dovesse farlo – precisa Bucci –  il Commissario straordinario per la ricostruzione ha l’autorizzazione di richiedere un prestito pro solvendo“.
In parole povere avviene una cessione del credito: lo Stato (cedente), originario titolare del credito, lo cede al cessionario (la banca, nuovo acquirente del credito). 
Attraverso questo contratto lo Stato ottiene il denaro e perde automaticamente il diritto di riscossione nei confronti del debitore (ASPI) ma non sarà estromesso totalmente dal rapporto perché, se ASPI non paga, la banca avrà diritto di rivalersi sul cedente.

RINFRESCHIAMOCI LA MEMORIA
Così stabilisce il Decreto Emergenze all’articolo 1: “Il concessionario del tratto autostradale alla data dell’evento è tenuto, in quanto responsabile del mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità dell’infrastruttura concessa ovvero in quanto responsabile dell’evento, a far fronte alle spese di ricostruzione dell’infrastruttura e di ripristino del connesso sistema viario, entro trenta giorni dalla richiesta del Commissario straordinario, versa sulla contabilità speciale le somme necessarie al predetto ripristino ed alle altre attività connesse nell’importo provvisoriamente determinato dal Commissario medesimo salvo conguagli, impregiudicato ogni accertamento sulla responsabilità dell’evento e sul titolo in base al quale sia tenuto a sostenere i costi di ripristino della viabilità”.

“In caso di omesso versamento nel termine –  si legge ancora nel Decreto – il Commissario straordinario può individuare, omessa ogni formalità non essenziale alla valutazione delle manifestazioni di disponibilità comunque pervenute, un soggetto pubblico o privato che anticipi le somme necessarie alla integrale realizzazione delle opere, a fronte della cessione pro solvendo della pertinente quota dei crediti dello Stato nei confronti del concessionario alla data dell’evento, potendo remunerare tale anticipazione ad un tasso annuo non superiore a quello di riferimento della Banca Centrale Europea maggiorato di tre punti percentuali. Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell’immediata attivazione del meccanismo di anticipazione è autorizzata la spesa di a 30 milioni annui dall’anno 2018 all’anno 2029″.

Ma allora chi pagherà, visto che ASPI ha presentato ricorso avverso il Decreto? Trenta giorni e lo sapremo.

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