Esserci o non esserci, questo è il problema

 In Costume & Società

L’otto dicembre non sarà soltanto il giorno dell’immacolata concezione, dogma cattolico proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Sabato sarà, con ogni probabilità, a Roma e non solo, il giorno in cui avranno finalmente termine due dei maggiori tormentoni social di questa settimana. Perché per uno strano gioco del destino, fortuna o malasorte, o per un cortocircuito temporale, nella medesima giornata è prevista nella capitale la manifestazione a sostegno del leader del carroccio e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e delle politiche che la Lega sta attuando per restituire dignità agli italiani e l’accensione delle luci dell’albero di Natale – che si tratti di “spelacchio 2” o di “spezzacchio 1”- in piazza Venezia.

Così alle 11 in piazza del Popolo si ritroveranno militanti, camicie verdi o semplici simpatizzanti leghisti provenienti da tutta Italia, radunati sotto alla parola d’ordine “Prima gli italiani”. E in effetti tanto sarebbe bastato. Se non fosse che sui social è comparsa e ha preso piede, da qualche giorno a questa parte, la controparola d’ordine dei dissidenti. Breve concisa, tambureggiante: “Noi non ci saremo”. Come si trattasse di un gesto estremo di distacco, l’essenza dell’assenza contrapposta alla partecipazione. Anche se quel “Noi non ci saremo” ricorda prepotentemente titolo e ritornello di una canzonetta del 1967, suonata e cantata dai Nomadi, con musica e parole di Francesco Guccini, ispirata alla fine del mondo e all’estinzione della specie. 

Per giovani e neofiti il testo della canzonetta fa così:

“Vedremo soltanto una sfera di fuoco 

Più grande del sole, più vasta del mondo 

Nemmeno un grido risuonerà… 

E catene di monti coperte di neve 

Saranno confine a foreste di abeti 

Mai mano d’uomo le toccherà 

E solo il silenzio come un sudario si stenderà 

Fra il cielo e la terra per mille secoli almeno 

Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo..

E il vento d’estate che viene dal mare 

Intonerà un canto fra mille rovine 

Fra le macerie delle città 

Fra case e palazzi, che lento il tempo sgretolerà 

Fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo, 

Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo… 

E dai boschi e dal mare ritorna la vita 

E ancora la terra sarà popolata 

Fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni 

E ancora il mondo percorrerà 

Gli spazi di sempre 

Per mille secoli almeno, 

Ma noi non ci saremo, non ci saremo…”.

E certo che in questo periodo in cui si parla tanto di congresso di rifondazione del Pd, con tanto di papabili candidati segretari che si presentano e poi si ritirano, parlare di fine del mondo per consunzione dovuta a scarsa avvedutezza della razza umana, potrebbe assumere illuminanti significati retorici. E comunque la capacità di risposta della rozza propaganda degli spin doctor del “Capitano” non è arrivata a tanto. Ma c’è stata. Con senso di superiorità e a tratti compatimento. È uno dei tanti stili comunicativi di Salvini, che spesso tira in ballo i suoi contestatori più famosi. In passato “brindisi” ed “abbracci” dedicati a personaggi come Roberto Saviano, Asia Argento, Laura Boldrini, Oliviero Toscani, non si sono contati. Adesso è il turno degli anti-testimonial. In occasione della manifestazione a Roma dell’8 dicembre 2018, il vicepremier lancia una campagna con le foto dei suoi più acerrimi nemici e la didascalia “Lui/lei non ci sarà”. Tra coloro che sono stati, loro malgrado, scelti, per la promozione dell’evento ci sono Roberto Saviano, Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Paolo Gentiloni, Piero Fassino, Mario Monti, Elsa Fornero e Laura Boldrini, Jean Claude Juncker e il presidente francese Emmanuel Macron. E ancora, Oliviero Toscani, Fabio Fazio, Fabrizio Corona e Asia Argento, Chef Rubio, Gemitaiz e Salmo. E da giorni si va avanti su questa falsa riga. 

Comunque come se nella bagarre generale già non fosse abbastanza è stata indetta persino una contromanifestazione antisovranista ed europeista. L’iniziativa è promossa da Europa Now!, associazione europeista fondata da Gian Paolo Accardi, Maurizio D’Amore, Eric Jozsef e Gianna Radiconcini.

Roma risponde alla marcia di Salvini: per fermare l’avanzata dei nazionalisti e rivendicare una nuova Europa più unita, democratica, fraterna, solidale e federale, EuropaNow! con la Gioventù Federalista Europea lancia una campagna di mobilitazione civica”, scrive Joszef: “È arrivato il momento di agire, per dire no”. Un no a “chi vuole il ritorno delle frontiere interne, il ritorno delle vecchie monete, la sottomissione geopolitica agli Stati Uniti di Donald Trump e alla Russia di Vladimir Putin”, dicono ancora i promotori. EuropaNow!, invita a mettere una bandiera europea alle finestre, “perché la bandiera europea appartiene ai cittadini e perché l’Europa significa unire le persone, non soltanto integrare gli Stati”.

E probabilmente, significato retorico per significato retorico, non è neppure un caso, o forse solo un beffardo gioco del destino che la manifestazione in favore di Salvini, appena incappato nelle vesti ministeriali in un sanguinoso testa/coda con gli inquirenti, si svolga nello stesso giorno in cui si celebra il dogma dell’immmacolata concezione. Dogma che non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria e riguarda invece il peccato originale. Per la chiesa Cattolica, infatti, ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente. In vista della venuta e della missione sulla terra del Messia, a Dio dunque piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo. Nella devozione cattolica l’Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830). La data dell’8 dicembre – Concepimento – precede di nove mesi esatti la data della festa della nascita di Maria, 8 settembre. Insomma se si volessero creare paragoni ad arte e per propaganda con la progenie del boss venuto a redimere l’Italia europeista ci sarebbe veramente da scialacquare.

Comunque fra “Prima gli italiani”, “Noi non ci saremo” e “Lui/Lei non ci sarà”, il tormentone social dovrebbe risolversi in vista di sabato o nel primo pomeriggio del giorno stesso con i numeri dei partecipanti e qualche foto di bandiera d’Europa affissa a sventolare dai balconi. Intanto avverte ironico Matteo Frulio, esponente del Pd e assessore del Municipio VII ponente: “Comunque volevo dirvi che siete dei geni della comunicazione. A suon di pubblicare i post LUI NON CI SARÀ alla manifestazione di Salvini a Roma, gli stata facendo il doppio della pubblicità garantendo visibilità a migliaia dei vostri contatti. Io peraltro manco sapevo che ci fosse questa manifestazione. Me lo hanno detto coloro che hanno pubblicato LUI NON CI SARÀ CON TANTO di loghini e loghi leghisti”. Già, la perpetrazione del “purché se ne parli” di antica memoria.

Terminerà, forse, ma probabilmente ancora no, un altro tormentone  del momento. Quello dell’allestimento degli alberi di Natale casalinghi, oppure, peggio, quello dell’accensione delle luci degli alberi di Natale nelle varie piazze. Del resto tradizione vuole che sia proprio l’8 dicembre la data in cui nelle abitazioni di famiglia si addobba l’abete natalizio. Sempre nella Capitale, per esempio, da qualche giorno impazza la polemica sull’abete “spelacchio 2” sponsorizzato dalla piattaforma digitale Netflix, l’atteso albero di Natale di Roma, da trecentosettantaseimila euro, alto più di venti metri con sessantamila luci a led a basso consumo energetico con tonalità calde e cinquecento sfere di color argento e rosso. Sempre sabato l’albero verrà acceso in piazza Venezia. Solo che, come accadde per l’abete rosso donato l’anno precedente dalla Val di Fiemme, le battute si sono sprecate e “spelacchio” è diventato “spezzacchio”.

E comunque ad onta della tradizione e dell’8 dicembre a pioggia sono arrivate le prime immagini di coloro che hanno deciso di portarsi avanti. Con tanto di luminarie, palle, palline, luci, lucette, led e persino cani e gatti con lustrini e berretti da babbo Natale. Poi sara’ il momento di altri post. Di quelli dell’impacchettamento dei doni, poi quello della gara dei panettoni – dai fatti in casa, agli artigianali ai più a buon prezzo, se non addirittura già in offerta – del menù della cena della vigilia e del pranzo di Natale. Con sortite sulle portate per il veglione/Cenone di Capodanno. E ricette varie. 

Percio’ non mi stupiscono più nemmeno le comunicazioni di alcuni miei amici social, che, già stremati, mi mettono a parte della loro intenzione di abbandonare temporaneamente facebook. Sino all’inizio del prossimo anno. Anzi, sino all’epifania… che tutte le feste si porta via. Scegliendo consapevolmente di non esserci. Almeno per un po’. Nulla di personale. Solo questione di sopravvivenza.

Giona

 

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