“I Sestieri di Genova”: Mauro Salucci presenta il suo nuovo libro su Fivedabliu

 In Cultura

Lunedì 10 dicembre 2018 alle ore 17.30 Franco Bampi e Mauro Salucci presenteranno il primo volume della collana “I Sestieri di Genova” (2018) edito da De Ferrari e dedicato ai sestieri di Portoria e del Molo. La presentazione avverrà all’interno dei locali della libreria LIBRACCIO di Via Cairoli 4 – Genova, già storica libreria Bozzi.

LA LIBRERIA BOZZI

La Libreria Bozzi era la più antica libreria d’Italia.L’attività fu iniziata nel 1810 da Antonio Beuf, un fuggitivo dalla Rivoluzione Francese che giunse da Briancon con il fratello. Nella Gazzetta di Genova del 1833 si legge “… gli amatori delle scienze e della letteratura vi troveranno un assortimento di libri matematici, legali, di letteratura e libri ascetici, tanto francesi che inglesi ed italiani, come pure libri di divozione legati elegantemente, globi terraqui e sfere di diverse grandezze. Il sig. Beuf è ugualmente determinato a stabilirvi un Gabinetto di Lettura ove si trovano libri, giornali francesi, italiani ed inglesi come anche giornali di letteratura e di scienze”. E così fu. Per decenni, fino alla gestione dei Bozzi, la libreria fu un punto di riferimento europeo oltreché per chi cercasse i classici, anche per chi avesse necessità di testi tecnici, marinareschi, scientifici e guide di Genova. Il passaggio di proprietà alla famiglia Bozzi, che subentrò nell’anno 1930, fu intramezzato dalle proprietà delle famiglie Lattes e Colombo. Ancora oggi, chi entra in questa libreria che ha cambiato nome, entra nella Storia, attraverso le scalette che portano ad un sotterraneo colonnatoche incute rispetto…

IL SESTIERE DI PORTORIA

Il sestiere di Portoria tange nei suoi confini i sestieri della Maddalena e del Molo e a sud la circonvallazione a mare dove anticamente era il “Seno di Giano”, un porto primitivo ai piedi dei colli di Sarzano e di Carignano;proprio qui pare attraccassero gli Antichi Romani per approvvigionarsi del bene più prezioso: l’acqua, che sgorgava copiosa arrivando in discesa attraverso il cosiddetto Rivo Torbido.. Diverse sono le versioni che cercano di ricostruire il toponimo. Per darne una descrizione alcuni fanno risalire Portoria proprio al citato porto, altri alla Porta Aurea di relativa recente demolizione. Altri ancora, come Domenico Castagna sostengono che non si tratterebbe altro che della traduzione del nome dialettale <<Porta a-o Riâ>>, il Rivo Torbido che, nato dal Colle di Multedo, scendeva fino al Ponticello per sfociare nel Seno di Giano. Tutte queste ipotesi sono egualmente suggestive.

IL SESTIERE DEL MOLO

Dal punto di vista storico il Sestiere del Molo incorpora il nucleo originario della città nella zona di Santa Maria di Castello. Grazie ai bombardamenti della seconda guerra mondiale paradossalmente in questo colle sono ricomparsi i primi segni di vita organizzata a livelli di insediamenti umani. Il Sestiere tange quello della Maddalena, quello di Portoria. Nella zona del Molo Vecchio avrebbe dovuto trarre origine il Porto Antico, ma alcuni studiosi fra cui Giulio Miscosi sostengono che il mare avrebbe avuto una insenatura naturale nella zona del Ponticello, creata nella foce di acque dolci del Rio Torbido nella zona a grandi linee dell’attuale Piazza Dante. Lo descrive nel 1818 il così nominato ”Anonimo genovese” : “… La linea di divisione del quartiere della Maddalena comincia al Ponte Reale, sega la piazza di Banchi, prende la strada degli Orefici, Campetto, Soziglia, la strada di Luccoli, la piazza delle Fontane Amorose, la salita di Santa Caterina. Quindi in piazza Rovere il quartiere del Molo non ha più che il solo quartiere di Portoria a fronte: la linea che lo separa segue per la strada a S. Sebastiano, a S. Domenico, a S. Ambrogio, piazza Nuova, vico de’ Notai, pian da S. Andrea, salita de’ Trogoli, strada di Ravecca, piazza Sarzano… “

Nella foto lo sbancamento della collina di San Benigno

I mutamenti storici della toponomastica genovese furono condizionati da due anni importanti: l’anno 1874 con un piano di ingrandimenti dei vecchi sestieri e l’annessione a Genova di sei comuni: Foce, Marassi, San Francesco di Albaro, San Fruttuoso, San Martino di Albaro e Staglieno e l’anno 1926 con l’annessione di 19 comuni che persero la loro autonomia fra cui San Pier d’Arena.

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