Cose da Tranviere!

 In Costume & Società

Buona domenica, cari lettori e utenti, anche questa settimana è passata, ricca di novità a partire dalla riapertura di Via 30 Giugno e il ritorno a casa temporaneo e ‘in mondovisione’degli sfollati per il recupero degli effetti personali nella “zona rossa” sotto la perenne minaccia del ponte morto vivente che non smette di impressionare e che in questo periodo pre – Halloween sarebbe l’ideale set per un film su una apocalisse zombie. Qualche sfollato ha dovuto rinunciare perché ha trovato la propria abitazione completamente allagata a causa dell’acqua piovana venuta fuori dalle cisterne di raccolta situate sul tetto del palazzo. I nostri sfortunati concittadini sono rientrati con mezz’ora di ritardo a causa del forte vento che ha fatto impazzire i sensori e in un paio d’ore hanno inscatolato la propria vita. Le operazioni di inscatolamento dureranno tredici giorni, sperando che il meteo continui ad essere clemente.Intanto nel frattempo cheil decreto Genova giunga alle Commissioni Trasporti e Ambiente della Camera con tutti gli emendamenti richiesti dal duo Bucci-Toti (con la regia del viceministro Rixi) al governo, il gruppo Erg ha donato un milione di euro al Comune di Genova per “contribuire a progetti di riqualificazione e sviluppo sostenibile della Val Polcevera ferita dal crollo del ponte Morandi”. La cosa deve aver ricaricato il credito di ottimismo del ‘Sindacomissario’ Bucci che promette un nuovo ponte entro Natale 2019.Ed è forse perché contagiato da tale e tanta positività, che, nonostante la prima delle multe post-cinque giornate appena notificatami, vi propongo la nona puntata di ‘BARNABA PRESENTA: Cose da tranviere!, d’altronde spesso è solo un fatto di avere un po’ di pazienza e come canta graffiante Axl Rose “Le strade non cambiano mai se non il nome”:

Guns N’ Roses – Patience

I’ve been walking the streets at night  
(Ho camminato in strada nella notte)
Just trying to get it right                          
(Cercando di farmene una ragione)
It’s hard to see with so many around                                                                                                                           
(E’ difficile in mezzo a tanta gente)
You know I don’t like being stuck in the crowd                                                                                                        
(Sai che non mi amo stare in mezzo alla folla)
And the streets don’t change but maybe the names                                                                                                             
 (E le strade non cambiano mai se non il nome)
I ain’t got time for the game cause I need you                                                                                                      
(Non ho tempo per giocare perché ho bisogno di te)

Partiamo dunque a spron battuto con il nono blocco di dieci casi tipici che capitano quasi matematicamente durante la giornata tipo del tranviere genovese (sempre rigorosamente ordinate in modo casuale, che tanto nessuna è peggio dell’altra)! Cerchiamo quindi di non rompere questa buena onda di entusiasmo e come cantano i Negrita in “Gioia infinita”:

L’onda lunga dell’asfalto schiaccia le parole,                                                                                                     
 sguardi persi oltre i vetri, oltre di noi…                                                                                                                           
il ritorno porta addosso mal di testa e mal d’anima,                                                                                                
nei silenzi ognuno piano fruga dentro di se.

Di certo solo ad un tranviere capitano queste cose:

  • Se alla fermata salgono sul tuo mezzo e ti chiedono che bus hai dietro. E capisci che sarà una lunga giornata che solo la pace lisergica di qualche goccia di lexotan potrebbe accorciare.
  • Se il ragazzino che fa il figo, ti fa segno con la gamba e poi lo guardi dallo specchietto chiedersi come mai il bus ha tirato dritto. Se poi affianco a lui c’è pure una ragazzina che lo insulta per averle fatto perdere la corsa, ecco lì che la giornata prende subito la piega più giusta.
  • Se almeno una volta uscendo di rimessa, leggendo male il cartellino, ci si ritrova al capolinea sbagliato.
  • Se almeno una volta sei andato a lavorare per poi scoprire di essere in ferie, perchè avendole chieste un mese prima e non essendo particolarmente ottimista, non hai controllato se ti erano state concesse.
  • Se almeno una volta non ti sei pizzicato la pelle della mano nella chiusura del posto guida.
  • Se almeno ogni tanto sul tuo bus fai qualche tapullo stile ‘MacGyver’ con spago o nastro adesivo, che ti permette di continuare la corsa in qualche modo…
  • Se ovunque sei con tua moglie, becchi un collega. Che tu sia semplicemente andato a comprare qualche piastrella da Bricoman oppure a farti le meritate ferie sull’Isola d’Elba…
  • Quando all’ennesimo: “Capo, per andare all’ospedale Galiera cosa devo prendere?”, vorresti rispondere di provare a prendersi il colera, ma poi mordendoti la lingua opti per un più ragionato: “Prenda pure il 35”.
  • Se almeno una volta ti ha fatto da sveglia la voce del controllore di rimessa che ti telefona alle quattro di notte per chiederti: “Buongiorno, ninin, che fai oggi non ci vieni a lavorare?”.
  • Se una torma di ragazzini ubriachi il sabato sera non ti ha dedicato almeno una volta il simpatico coro: “Se facciamo un incidete muore solo il conducente!”.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti non è puramente casuale. A presto con la decima puntata i ‘Cose da tranviere!’.

Nel frattempo                                                                                                                                                                       
un abbraccio a tutti Voi                                                                                                                                                        
dal Vostro autista Barnaba

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