Notte di San Lorenzo

 In Costume & Società

Ci siamo, quasi. Pero’ ho visto che tra eventi e appuntamenti privati in molti si stanno preparando per venerdì’ notte. Sono pronti vascelli, battelli, osservatorii gremiti. Hanno addirittura organizzato una notte di San Lorenzo nella omonima cattedrale, fra arte storia e leggende suggellata dalla visione delle stelle cadenti dalle torri del duomo. Che poi le stelle cadenti d’agosto altro non sono che le Perseidi, note anche come le “Lacrime di San Lorenzo”, uno dei fenomeni astronomici più popolari, che quest’anno potrà essere osservato al meglio perchè, assicurano gli esperti, le condizioni del cielo saranno perfette.

La tradizione lega il fenomeno al martirio di San Lorenzo, la cui ricorrenza si celebra proprio il 10; tuttavia, il fenomeno è attivo per molti giorni intorno al vero picco di visibilità, che cade tra il 12 e 13 agosto. Lo sciame delle Perseidi è originato dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 e il cui ultimo passaggio risale al 1992, e sono cosi chiamate perchè sembrano provenire da un punto del cielo al di sopra della costellazione di Perseo. 

Caduta di stelle legato alla poesia di Giovanni Pascoli “ X agosto” scritta per commemorare la morte del padre Ruggero avvenuta in circostanze misteriose proprio la notte di San Lorenzo del 1867. Percio’

“io lo so perché tanto

di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché si gran pianto

nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:

l’uccisero: cadde tra spini:

ella aveva nel becco un insetto:

la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende 

quel verme a quel cielo lontano;

e il suo nido è nell’ombra, che attende, 

che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido: 

l’uccisero: disse: Perdono; 

e restò negli aperti occhi un grido: 

portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,

lo aspettano, aspettano in vano:

egli immobile, attonito, addita

le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi

sereni, infinito, immortale, 

oh!, d’un pianto di stelle lo inondi 

quest’atomo opaco del Male!”

E comunque in mezzo tanti preparativi io pure non mi volevo far cogliere impreparato. Quindi ho elaborato cinque desideri per #GenovaMeravigliosa e per i suoi protagonisti da snocciolare con il naso all’insù vedendo le stelle precipitare.

Il primo è per il sindaco Marco Bucci al quale auguro di mantenere almeno una delle tante promesse fatte in campagna elettorale e dopo l’elezione. Per lui, ma per tutta la città, mi piacerebbe che raggiungesse il suo sogno di fa crescere di 100 mila unità gli abitanti della nostra città’. E ancor di più, se riuscisse a raggiungere quei 30 mila posti di lavoro in più’ che si era prefissato. Al momento tra Ilva e Rinascente sembrerebbe che le stelle non siano dalla sua parte. Ma non si sa mai.

Il secondo desiderio è per l’assessore Stefano Garassino, soprannominato lo sceriffo, quello che ha polemizzato contro le “zecche rosse” al corteo del 30 giugno. A lui auguro di debellarlo, no, non le zecche, mi riferisco ad un altro insetto: il punteruolo, che anche quello e’ rosso, e sta uccidendo poco a poco le nostre palme. Tra gli applausi del Ministro dell’Interno e suo capitano, Matteo Salvini, lo sceriffo per l’impresa potrebbe senz’altro invocare la legittima difesa.

 

Terzo desiderio per il vicesindaco Stefano Balleari, al quale auguro di cuore che l’ascensore di Villa Scassi, impianto che l’espose a una figura barbina il giorno della “vernice” per la stampa, non si fermi piu’. In caso contrario, almeno per la discesa potrebbe pensare a un altro scivolo in stile compleanno della Costa. A patto però che questa volta si scivoli veramente. Per salire andranno sempre bene le vecchie e collaudatissime corse sostitutive in bus.

Quarto desiderio in omaggio all’assessore Paola Bordilli, per la quale mi auguro che, magari in vacanza in una città europea, non trovando un locale che faccia cucina italiana, cambi idea sulla sua discussa delibera che chiuderebbe il centro ai negozi gestiti da stranieri. Per dire…. se si presentasse Gordon Ramsay per aprire un ristorante saremmo costretti a sbattergli la porta in faccia. E di pesto per buono che possa essere, e di torte di riso, per giunta finite, non ne possiamo veramente più’.

Quinto ed ultimo desiderio, a proposito di porte sbattute, con dedica all’assessore, ormai ex Elisa Serafini. Spero in un, per quanto tardivo, ravvedimento, come fu per il figliol prodigo. Magari con tanto di scuse e pianterellino, da figliola pentita. Con abbracci e riammissione nella casa del padre. Pensare che dovrei fare a meno dei bidoni della “rumenta” logati Louis Vuitton, ora che la giunta vuole incrementare la raccolta differenziata, e’ una cosa che mi spezza il cuore.

Percio’ San Lorenzo aiutami tu con le tue lacrime e il tuo sciame di perseidi. Che poi non dovesse davvero esserci riconciliazione alcuna io due versi pronti da recitare a memoria, comunque ce li avrei pure:

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi

sereni, infinito, immortale, 

oh!, d’un pianto di stelle lo inondi 

quest’atomo opaco del Male!”

Comunque, a spettando il miracolo, buona notte di San Lorenzo a tutti

Giona

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