Peripateticamente

 In Costume & Società

 

Sgombriamo ogni possibile dubbio sul titolo, perché, sapendo con chi solitamente ho a che fare, non voglio incorrere in ipotesi pretestuose, o peggio in qualche insulto vagante. E dunque leggo dal vocabolario Treccani: “peripateticamente, non comune, in modo conforme alla filosofia aristotelica, o passeggiando per la strada: fare lezioni peripateticamente”. Nè vi consiglio di scomporre l’avverbio perché con la sola aggiunta di un accento nel posto giusto la conseguenza sarebbe quella di una morte (intellettuale, intellettiva?) poco onorevole. Al contrario peripateticamente starebbe a contraddistinguere quei discorsi leggeri, un po’ estivi, che rinfrescano le meningingi accaldate, fatti di corsa incamminandosi verso casa dopo l’ombrellone, la sdraio il mare, il bagno, la spiaggia.

Perciò apertura di diritto per Simone Regazzoni, popfilosofo, autore di libri e direttore artistico della casa editrice “Il Melangolo” che in questa carrellata di post sulla vita visto il suo ruolo da studioso non poteva mancare. Lui si espone in una posa fotografica che lo riprende a torso nudo, con tanto di occhiali da sole Ray-Ban a specchio. Insomma continua a riflettere. E posta “Gli dei sono presenti anche qui” citando Eraclito, ma con autoironia e tagga #filosofia da spiaggia. E se qualcuno lo invita a non esagerare lui risponde sicuro che esagera sempre, citando il suo maestro Jacques Deridda. E noi non avevamo dubbi. Anche se Micaela Scaranello, la moglie che lo conosce bene, cerca di contenerne il mito e commenta “Mi tornerai ustionato”. 

 

Comunque posto d’onore per il mio amico social Andrea Cambiaso, imprenditore, un tempo alla corte di tal Sandro Biasotti parlamentare azzurro, recentemente riconfermato coordinatore regionale di Forza Italia. E come tutti gli amori che finiscono….. Comunque il Cambiaso è uomo che gira per lavoro e conosce il mondo per cui al suo post sulla bellezza/bruttezza dei tatoo, con pensiero dedicato alla pelle intonsa e leggera e leggiadra delle donne, darei una immediata importanza. Ah, tanto per avvertirvi, le signore tatuate sono già insorte. C’è chi ha parlato di punti delicati quanto quelli della celeberrima farfallina della Belen e chi ha chiesto se dall’idiosincrasia del Cambiaso fossero esclusi almeno quelli minuscoli. Eppero’ mi sembra che il post del mio amico non lasci molto spazio al dubbio. Quindi, e comunque, giudicate un po’ voi “Lo sapete da anni, odio l’ostentazione del tatuaggio, da quei soggetti che hanno la terza elementare e la Divina commedia tatuata in latino e greco (rigorosamente in posti dove non sono obbligati a leggerla) alle giovani e delicate donne con draghi sul petto e fiocchetti sulle cosce . Passando per quelle con le fiamme che escono dal lato b del costume (non vorrei fosse una indicazione relativa la loro capacità di produrre “energia” non rinnovabile). Da uomo anziano credo che il tatuaggio sia diselegante a meno che tu non sia stato ad Alcatraz, per omicidio multiplo, oppure “ospite” di una tribù (che ti ha rapito) della Nuova Guinea Per quanto riguarda le donne, sempre a causa della mia vestustà cerebrale , credo che nulla sia più bello della pelle come vestito con le sue imperfezioni da osservare ed apprezzare senza colori e disegni, pronta a ricevere carezze ed attenzioni nella sua colorazione base”. So che la cosa desterà disturbo da una parte e tante discussioni. Anzi sono già pronto a cospargermi il capo di cenere ove riscontrassi il nascere o la vita di una tribu’ pro “tatto”, battagliera almeno quanto quelle animaliste, vegane o delle mamme freepoppata. 

Che poi anche su questo tema, per quanto si diceva di gruppi inferociti, c’è addirittura di peggio. Proprio nella comunità fb, per esempio, dove qualcuno ha segnalato una foto di una mamma pluritatuata e con un seno di fuori, attaccato ad un poppante che ciuccia. In questo caso a guardarla c’è solo una vacca con un vitellino. E la foto è ambientata in un praticello si fronte a un fiumiciattolo che scorre tranquillo. Eppure è stata segnalata, pare perché contraria ai dettami sulle pubblicazioni di foto di nudo.

Comunque passo ad altro problema più o meno legato a chi, come tanti noi, in definitiva e’ sempre diviso tra l’apparire e l’essere. Percio’ ecco il post di Cristina Lodi, capogruppo del Pd a Palazzo Tursi, insieme alla dirimpettaia e azzurra Laura Lilli Lauro, la donna più votata delle ultime elezioni amministrative. Cristina Lodi sdogana in un lungo post un problema universale ma, evidentemente, particolarmente sentito dal genere femminile ed in effetti a loro il pensiero e’ rivolto “A tutte le mie amiche femminili e a tutte le donne di 40 anni e più”

E prosegue “La maggior parte di noi attraversa il prossimo passo della nostra vita. Siamo in quell’età in cui vediamo le rughe, i capelli grigi, i chili in più.

La menopausa è già arrivata o aspetta dietro l’angolo.

Si vedono le belle ragazze di 25 anni e si sospira.

Ma avevamo anche noi 25 anni, come avranno un giorno la nostra età.

Ciò che hanno con la loro gioventù è il loro entusiasmo per la vita, noi abbiamo la nostra saggezza, la nostra esperienza e i nostri buoni consigli.

Per tutto quello che abbiamo vissuto per vincere ogni capello grigio… crescere figli, bollette e guai e tutto ciò che la vita ci ha regalato siamo delle sopravvissute… siamo guerriere… siamo Donne!!!

Come un’auto classica o un buon vino. ….il nostro aspetto forse non è quello che era una volta, la nostra mente, il nostro coraggio e la nostra forza di entrare in questo capitolo della nostra vita con grazia e orgoglio per tutto ciò che abbiamo vissuto e compiuto. Non mi dispiace di invecchiare. È un privilegio negato a molti. Signore, vi sfido a copiare e incollare con la vostra foto e la vostra età. Età 48”. Insomma un invito all’invecchiamento responsabile, all’essere più che all’apparire. Di “tatt0”,comunque non se ne parla. Anche se prossimamente non mi dispiacerebbe avviare un questionario che comprenda le due domande, ossia il problema dell’invecchiamento della pelle con tanto di “tatto” apposto.

Insomma, grazie a Dio, come dicevo, peripateticamente, facebook non ci offre soltanto querelle politiche, ma anche un po’ di leggerezza. Del resto sotto questo cielo e con temperature che schizzano in alto non se ne poteva più di disquisire sulle responsabilità della povera ex assessore Elisa Serafini. Che poi, almeno lei un suo logo di riferimento lo aveva anche scelto, e non so se se lo sia fatto tatuare o meno su qualche parte del suo corpo,  quell’LV della maison francese con il quale avrebbe voluto far rivestire i bidoni della rumenta di Albaro. Perché tra quel che di lei si dice, e quel che non si dice, io un qualsivoglia tributo come assessore alla cultura, icona del pop nostrano, per quella fantasmagorica pensata dei bidoni albarini rivestiti di pelle logata LV, sarei anche propenso ad assegnarglielo. Vera genialita’. Il resto, perdonatemi, sono state cose viste e riviste. Come certi tatuaggi un po’ stantii.

Infine, siccome non mi va di criticare solamente gli altri nel calderone mi ci inserisco pure io, con obiettiva dose di autocritica. E la giusta autoironia. I mie amici social – esageriamo, tutti quelli che essendo amici e volendomi bene mi seguono anche con la lettura dei miei articoli – obiettano che sianoun tantinello lunghi. A volte, percio’, amano mettermi in mezzo. Cosi’ al temine di una mia autorevolissima esternazione scritta, vedi caso sulla commistione fra la Serafini, la Kultura e lo scivolo, Gianluca Marconi, prostrato commentava “sai che la tua pena del contrappasso sarà quella di scrivere solo Hiaiku vero?”. Ove l’haiku è una brevissima composizione in versi. E l’avvocato Antonio Oppicelli ci ha messo il carico “Ma anche Limerick”. Vabbè prometto che con l’avvicinarsi del ferragosto provvederò a curare la mia naturale incontinenza.

 Infine dopo questa solenne mia assicurazione, comunque, io, almeno un po’ la politica vorrei sfiorarla. Ma non come fatto divisivo, anzi come momento di incontro. A strabiliarmi e’ stato l’appuntamento conviviale fra il neo sindaco di Imperia Claudio Scajola e l’ex ministro della difesa e lider rifondarolo Fausto Bertinotti, quello della erre arrotata proprio come i vecchi Agnelli e i maglioncini di cachemire. L’antesignano della sinistra au caviar, quella del Rolex di Capalbio e delle magliette rosse. Ebbene siccome, evidentemente niente risulta più fantastico e fantasioso della realtà Scajola e Bertinotti, con relative signore, qualche giorno fa hanno cenato insieme. A me fa un certo effetto perché me li ricordo nel 2001, durante il G8 l’uno guidare i “cattivi maestri” del corteo dei disobbedienti e l’altro come ministro dell’interno a comandare di mantenere l’ordine “costi quel che costi”. Ma evidentemente per tutto, anche alle convinzioni ideologiche, esiste una qualche forma di ravvedimento. Percio’ abbiamo il dovere di essere ottimisti. E pensare che all’aggettivo divisivo pure il nostro Sindaco Marco Bucci sostituira’ presto l’aggettivo inclusivo. E magari, prima o poi, comunicherà le sue fosche intenzioni pure a Matteo Salvini e a Giovanni Toti.

Qualcuno, sempre su fb, qualche giorno fa di fronte agli strabilianti giochi del destino che ci offrono la vita è la realtà in questa era invocava il meteorite perché calasse sull’umanità a purificarla. Probabilmente non aveva pensato che proprio ieri, il 6 agosto, settantatré anni fa gli americani sganciarono “Little boy”, la bomba atomica su Hiroshima e qualche giorno dopo su Nagasaki. E comunque, come si dice, la vita offre sempre una seconda occasione. E, tanto per finire con Aristotele “Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori, e non esistono”. 

Giona

Recent Posts

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search