I dati reali dell’immigrazione in Italia

 In Diritti

Basta poco per addormentare le coscienze.
Spento lo spiffero iniziale di ribellione contro la decisione del governo Conte di chiudere i porti italiani alle navi delle ONG che soccorrono i migranti nel Mediterraneo, l’attenzione si spacca e l’homo occidentalis torna ad occuparsi della vita di ogni giorno.
Insofferente a qualsiasi ragionamento che comporti un’analisi seria del fenomeno migratorio, allergico agli esami di coscienza, indifferente al dolore e attratto dalle forme moderne del razzismo, l’homo occidentalis cede alla violenza estesa dei social network, indirizzata con abilità alla parte selvaggia del subconscio collettivo.

Vale poco l’antirazzismo rituale e di commemorazione. Né Mussolini, né Hitler, né Goebbels possono essere ritrovati dove li si cerca. Perché il razzismo cambia e si ricicla attraverso i secoli e i nuovi razzisti non somigliano più a quelli vecchi. 
Dovremmo andare oltre l’indignazione, oltre le magliette rosse indossate per un twitt e poi dismesse.

La lotta alle ingiustizie ha un sapore diverso e, oggi, andrebbe fatta con i numeri.
Potrebbero farci capire che non ci sono cifre da invasione e forse aiutarci a non sbagliare il nemico.

 

La crisi delle navi delle ONG è arrivata quando l’ingresso di migranti nel nostro paese è ai minimi storici. 
Secondo i dati del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, aggiornati al 3 agosto, sono 18.807 le persone sbarcate Italia nel 2018, cioè l’86,81% in meno rispetto al 2017 e l’87,74% in meno rispetto al 2016 (QUI il link del Ministero degli Interni).

Una precisazione: il 2 febbraio 2017 c’è stata la firma del Memorandum d’intesa sottoscritto tra Italia e Libia dall’allora Ministro degli Interni Minniti, per impedire le partenze dei migranti verso l’Europa.
Il tutto facendo appello alla solita emergenza invasione.
Una strategia coerente col più ampio approccio europeo, tanto che è fatta propria dagli altri leader dell’Unione il 3 febbraio, con la “Dichiarazione di Malta”.

I migranti arrivati nel nostro paese al 3 agosto 2016, prima della firma dell’accordo, sono stati circa lo 0,16% rispetto alla popolazione italiana (95.598 su oltre 60 milioni). 
Era davvero necessario condannare degli esseri umani all’inferno delle prigioni libiche?

Simona Tarzia

 

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