AMT tra retate e scorte. Una settimana ricca di colpi di scena (o di teatro?)

 In Costume & Società

Per quanto riguarda il Tpl ci sono alcune certezze incontrovertibili.
La prima è che il finanziamento nazionale è mal calibrato e insufficiente, andrebbe rivisto l’intero impianto normativo per renderlo adeguato e soprattutto certo.
La seconda è che la stragrande maggioranza dei mezzi è desueta, quindi si rompono con estrema frequenza e prendono fuoco che è un piacere.
La terza è che spesso la sicurezza non passa nemmeno in secondo piano, ma è una categoria direttamente fuori concorso, e non parlo solo dei bus schifosi che guidiamo, ma anche delle condizioni stesse in cui lo facciamo, vedi aggressioni sempre più frequenti a bordo, crescente inciviltà non solo civica da parte di giovani e meno giovani, ma anche più banalmente di rispetto del codice della strada, senza contare le condizioni aberranti in cui si trova il fondo stradale delle nostre vie urbane (ed extraurbane).

Se il problema inerente i finanziamenti fa la coppia con una più oculata gestione aziendale, c’è da dire che parte importante del bilancio è quella inerente alla voce ‘lotta all’evasione tariffaria’.
A Genova i giorni scorsi sono avvenuti un paio di avvenimenti certamente positivi e certamente da ripetere, la ‘retata’ in metropolitana da parte del nostro personale Vtv – cioè i verificatori di titoli di viaggio – supportato da alcuni agenti di polizia municipale, e la presenza e la scorta su alcune linee serali, quelle più a rischio, da parte delle volanti della polizia (importante non solo per contrastare il fenomeno dei portoghesi, ma anche per arginare la violenza sui bus).
Un piccolo appunto sulla mediaticità e sui risultati della retata ‘spot’: per avere valore, anche statistico, questo tipo di operazione deve essere ripetuta in altri orari (dalle 07:00 alle 09:00 chi usa i mezzi lo fa nel rispetto delle regole, si parla di gente che va soprattutto a lavorare) e in altre zone (la centralissima De Ferrari è piuttosto prevedibile, senza tener conto che con l’uso dei social network, è sempre più facile diffondere una soffiata e comportarsi di conseguenza). Mi aspetto presto un controllo in zone più periferiche tipo Bolzaneto-Pontedecimo, oppure Prà-Voltri, e in una fascia oraria compresa tra le 19:00 e le 22:00, o tra le 22:00 e le 03:00.
Certamente, però, si deve lavorare anche su altri aspetti importanti per arginare l’evasione: un sistema di bigliettazione elettronica sempre più efficiente, dotare la metropolitana dei tornelli, potenziare la figura del verificatore di titoli di viaggio (Vtv), assicurarsi che le obliteratrici di bordo siano sempre funzionanti e questo solo per iniziare.

Riguardo alla sicurezza, i controlli della polizia (che non potrà certamente occuparsi solo di Amt) dovranno essere supportati da uso di personale, anche esterno, atto al controllo e al monitoraggio non solo di metropolitana, ma anche di quei bus impegnati sulle linee più calde (ampiamente conosciute da chi di dovere) che dovranno comunque essere dotati di un sistema attivo di videosorveglianza.

Altro punto dolente è la vetustà del parco macchine e l’imminente arrivo del caldo estivo.
Se a Roma bruciano due bus in un giorno e si crea subito il caso, noi a Genova sono ben cinque anni che guardiamo preoccupati all’incremento di questo fenomeno. Le cause le conosciamo, oltre all’età dei mezzi ben al di sopra della media europea, dobbiamo fare i conti con la mancanza di un polo manutentivo (venduto non si sa bene per quale motivo) e con l’impossibilità di garantire una manutenzione adeguata. Ecco allora che basta una perdita di olio o un contatto elettrico per far correre forti rischi all’incolumità di autisti e utenti.
Un controllo accurato, una pulizia generale del motore e degli organi di trazione e un’analisi accurata dell’impianto elettrico e del blocco delle batterie, basterebbe a ridurre del 70% il rischio di innesco di incendi. Ecco perché sarebbe fondamentale riappropriarsi di un’area adibita alla manutenzione, che potrebbe essere anche un investimento fruttuoso non solo per allungare la vita dei nostri mezzi, ma anche per sviluppare sinergie con altre realtà private o municipali (penso ai mezzi di gran turismo che portano i turisti a visitare la città, ma penso anche ai mezzi Amiu e Aster).

A tutto questo dobbiamo poi sommare i problemi inerenti alla manutenzione e al rilancio degli innumerevoli impianti speciali, in primis funicolari (Granarolo non pervenuta da quasi due anni) e ascensori (Scassi dopo infinite peripezie ora funziona ma portanza ridotta, ovvero può trasportare solamente nove utenti su trenta), che non solo sono utili alla cittadinanza, ma che devono essere un ulteriore supporto al sempre più crescente numero di turisti.

Infine fa piacere che per il quinto anno consecutivo l’azienda chiuda il bilancio in attivo, con un valore di produzione che vede un segno positivo di 4,7 milioni di euro in più rispetto il 2016, questo è stato possibile innanzitutto grazie al sacrificio di autisti e operai e a una gestione più oculata da parte della dirigenza e del Comune. Questo dato dimostra chiaramente due cose: che con sempre maggior competenza e intelligenza gestionale si ottengono risultati positivi (nonostante il grave problema del finanziamento), e che non servono investitori privati per far funzionare un servizio pubblico, anche considerando che ancora moltissimo può e deve essere fatto, partendo da una revisione delle linee e delle fermate, dal potenziamento della rete vendite  dei titoli di viaggio, dal prolungamento della rete metropolitana, dalla reintroduzione della tranvia, dall’aggiunta di nuove corsie preferenziali, dalla modifica di alcuni snodi cittadini per rendere più fluido il traffico (cercando quanto più possibile di disincentivarlo), da una sempre più efficiente riorganizzazione amministrativa dell’azienda, dalla lotta all’evasione tariffaria, dal rilancio di un’area manutentiva funzionale (che permetta di riorganizzare un’intera area completamente nel caos), dalla completa fusione con Atp e Genova Parcheggi, dalla ricerca e innovazione tecnologica e si potrebbe continuare a lungo…

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal vostro autista Barnaba  

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