I social su gomma

 In Costume & Società

Cari amici utenti e lettori, che settimana scoppiettante!
A bordo dei miei bus ho avuto infatti l’onore di assistere a disquisizioni particolarmente interessanti.
Per motivi di spazio mi limiterò a commentare quelli che di diritto sono saliti sul PODIO.

3) L’argomento che si piazza al terzo posto e che quindi vince la medaglia di bronzo, è di certo lo sciopero di Usb dell’8 marzo, in appoggio all’associazione femminista ‘NON UNA DI MENO’.
Una distinta signora salita a De Ferrari e carica di buste della spesa, parlando con una donna più anziana, riesce a dire: “Eh, però questo sciopero è proprio stupido! Cioè, voglio dire, io sono donna eppure sono andata a lavorare, altro che sciopero! Che poi queste mi hanno solo complicato la giornata!”. L’altra signora, quella con più primavere, evidentemente a disagio (forse perché memore di quanto fosse migliorato lo status di donna rispetto a cinquanta o sessanta anni fa), quasi bisbigliando le risponde: “Ha ragione, ma per i diritti è sempre giusto scioperare”. Allora la donna con la spesa, infastidita dal blando appoggio ricevuto, con aria scocciata, ha sbuffato un “basta non lavorare e sono tutti contenti!”, che aveva tanto l’aria di una sentenza definitiva.
A quel punto ho staccato il ‘collegamento’ e ho pensato intristito ai tanti casi di femminicidio (la memoria mi è corsa subito agli ultimi due, quello di Macerata e di Cisterna) e alle centinaia di casi precedenti, che troppo facilmente dimentichiamo, a tutti i dati della violenza di genere, a quei 9 milioni di donne che hanno subito, almeno una volta nella vita, molestie sessuali, oppure a quel 16% di donne vittime di stalking, oppure a quei milioni di donne che subiscono violenze fisiche e psicologiche e a quanto sia per loro difficile uscire allo scoperto, alzare la voce per farsi sentire.
A quanto sia per loro difficile spiegare e accettare che il mostro porti la maschera proprio di chi dice di amarle.
Penso ai medici obiettori di coscienza contro l’interruzione delle gravidanze indesiderate. Penso a quanto sia elevato il gap salariale di genere e a quanto complesso sia essere donna, madre, moglie e lavoratrice.
Penso alle colleghe che stanno dietro al volante, a fare un lavoro rischioso e che scarica su di loro una marea di stupidi pregiudizi.
Poi ripenso a quella signora con le buste della spesa, salita a De Ferrari (e a tutte quelle come lei) che, in una giornata di mobilitazione mondiale delle donne, ha avuto il coraggio di ‘parlarsi contro’ e mi rendo conto che non basterà un chew-in-gum per togliermi l’amaro di bocca…

2) Al secondo posto, merita la medaglia d’argento il ragazzino brufoloso (salito in Via Balbi) che si lamenta con l’amico, che come lui sfoggia mega cuffie sulle orecchie, per lo stop alle versioni piratate di SPOTIFY: “Sti stronzi, sempre pronti a chiudere i siti pirata – esclama col disprezzo tipico adolescenziale – Ma sai cosa me ne frega, tempo zero te ne trovo altri cinquanta per scaricarmi musica illegalmente!”, conclude, fiero dei cenni di approvazione dell’amico. Li guardo, dallo specchio sopra di me, darsi di gomito e scoppiare a ridere fragorosamente e penso che forse inizia tutto così, da bambini e poi da ragazzini, fino a quando ci si ritrova adulti a gridare “ONESTÀ”, ritenendo comunque normale la raccomandazione per fare carriera, o la spintarella per trovare lavoro, o il piccolo piacere personale per saltare le liste d’attesa. Ci si ritrova adulti a condannare al rogo qualcuno che ha fatto esattamente le stesse cose che facciamo anche noi. A prendercela con il piccolo evasore, quando noi per primi non chiediamo la fattura. Ci ritroviamo adulti a piangere contro il Sistema di grandi evasori, di grandi corrotti e di grandi collusi e nello stesso tempo lo continuiamo a nutrire con i nostri comportamenti, scaricando la colpa di tutto addosso a chi sta peggio di noi.
Spero che il caffè che prenderò al capolinea, forse riuscirà a mascherare un minimo il gusto di amaro che ho in bocca…

1) Ed eccoci infine al gradino più alto del podio. La medaglia d’oro non poteva che spettare all’argomento principe della settimana: Le ELEZIONI!
Non si contano gli utenti che ho scarrozzato in lungo e in largo per la Superba, che non dicessero la loro sul destino politico del nostro amato Stivale. Ne faccio un brevissimo medley:
“Se fossi in Mattarella, farei un turno di spareggio tra il centrodestra e i Cinque Stelle!”. In pratica tipo in Champions League.
“Il Movimento deve salire al Colle e pretendere di governare. Dopotutto sono il primo partito, insomma!”. A questi basta aggirare il problema con un bel golpe.
“Tanta paura dei fascisti e poi non sono arrivati nemmeno all’1%”. Come se il 17% della Lega non fosse abbastanza.
“Il centrodestra si deve alleare col PD!”. Ancora?!?!
“Il M5S deve allearsi con la Lega!”. Più che Potere al Popolo, qua saremmo nei dintorni di Potere ai Populisti.
“Il Movimento Cinque Stelle deve allearsi col PD!”. Certo per vedere cose che nemmeno ‘La guerra dei Roses’.
“Si deve fare un governo di scopo per approvare una nuova legge elettorale e poi si vada di nuovo alle urne!”. Ma sì, d’altronde chi se lo aspettava un risultato così dal Rosatellum.
“Andiamo avanti con Gentiloni!”. E al diavolo il volere degli elettori. Stupida democrazia!

Devo essere sincero, a tratti in questi giorni più che alla guida di un bus, mi sono sentito come quelle comparse che fanno da spettatori nei programmi Tv, mancava solo un Vespa o un Del Debbio a completare questo quadretto infernale che mi si è formato nel cervello.

Al netto di tutte queste esternazioni che cosa posso aggiungere?
Arrivato al semaforo di Principe, raccolgo un po’ di concentrazione residua per visualizzare i risultati del 4 marzo e la prima cosa che ho pensato, è che alla gente comune, al popolo, alle masse, forse non interessa più di tanto un radicale cambiamento sociale, altrimenti le sinistre non sarebbero quasi scomparse e il PD non sarebbe diventato il partito dei radical chic.
Sembra che la maggior parte di noi si accontenti più di un banale ‘reddito di cittadinanza’ e di qualche calcio nel sedere agli immigrati. In una situazione devastante di leggi contro i diritti e lo stato-sociale (vedi abolizione articolo 18, Jobs Act, Buona Scuola, Legge Fornero, Accordo sulla limitazione degli scioperi, ecc.), sembra che in noi prevalgano più i sentimenti di paura che portano a galla i peggiori istinti di sopravvivenza, quelli che ci portano ad interessarci solo del nostro piccolo orticello e che ci fanno scagliare contro quelli come noi o chi è più poveraccio di noi (“A morte il negro!”), piuttosto che contro un sistema chiaramente iniquo.
Si chiama “Guerra tra poveri” e la vince sempre una sola categoria di persone, i ricchi, così come al casinò vince sempre il banco.

Partendo dal semaforo di Principe, la mia mente è tornata alla signora contraria allo sciopero delle donne, o al ragazzino con le mega cuffie in testa e il cerchio lentamente si è chiuso, rivelando ciò che siamo in realtà, dei pressapochisti, ipocriti e pieni di pregiudizi, coltivati nel terreno reso fertile dall’arretratezza culturale sempre più spaventosa e creata ad arte da questo Sistema Capitalistico. Come in preda ad una ‘Sindrome di Stoccolma’ in scala nazionale (forse continentale, anzi mondiale), il 99% delle persone continua ad affidarsi ciecamente a quel punto percentuale che lo tiene in ostaggio, confinato in un mondo costruito per schiavi (chi più chi meno).

Ora non resta che attendere e vedere cosa avrà in serbo per noi Di Maio, o Salvini, o entrambi. Io spero che ne esca qualcosa di positivo, ma nel mentre questo amaro che ho in bocca, proprio non riesco a toglierlo…

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba

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