E’ Natale anche per i tranvieri: gli auguri di Barnaba

 In Costume & Società

BUONE FESTE AMICI UTENTI!!!

Ed eccoci giunti all’appuntamento della staffa, comincia il mese santo per eccellenza ed io mi fermo, perché in queste settimane passate con voi, ho detto tutto quello che avevo da dire. Vi lascio con l’auspicio di non sentirci per un bel po’ di tempo  perché vorrebbe dire che Marco Bucci e Stefano Balleari stanno mettendo in pratica quella rivoluzione-evoluzione del Tpl, (che auspico da tanti anni), anche se tra il ritorno all’in house, la problematica fusione con Atp, la gara di affidamento da prorogare e l’incertezza dei finanziamenti, ho come l’impressione che ci ritroveremo ancora tra non molto…

Ringrazio #fivedabliu che ha fatto un serio servizio pubblico permettendomi di parlare senza filtri (cosa rarissima) di impianti speciali, di metropolitana, dei problemi politici del trasporto pubblico, dei rapporti complessi con i sindacati, dello stato degli autobus e di tutte quelle migliorie che possono e devono essere messe in atto, affinché Genova (e l’Italia) abbiano finalmente un Tpl degno di questo nome.

Ora torno a fare (ancora per poco spero) quello che è il mio lavoro e che fino a qualche anno fa amavo pazzamente: girare il tarallo lungo le strade della Superba. Lo farò, come sempre, immerso nella variegata fauna locale, tra gente che penserà, con una punta di invidia e un pizzico di disprezzo, che il tranviere sia fortunato a fare un lavoro pieno di privilegi, lo farò ascoltando i racconti alla “Amarcord” dei vecchietti che: “Quando ero giovane io al posto di Piazzale Kennedy c’era una spiaggia bellissima”, oppure le eterne lamentele della signora che salendo dice sbuffando: “Ma quanto sono alti questi autobus”? oppure “è mezz’ora che aspetto”. Lascerò che quei ragazzini che amano e conoscono i bus meglio di noi addetti ai lavori, mi tempestino di foto la vettura. Continuerò a sopportare, più o meno stoicamente, le domande poste con maleducazione o con fastidioso sussiego: “Oh, quando parti?”, “Mi scuso se la disturbo signor autista, le posso fare una domanda? Mi potrebbe dire per cortesia a che ora parte”.

Guiderò sopportando l’odore di ascella pezzata anche d’inverno, o gli afrori dell’utenza meno fortunata (di quella che vede il bus come una sorta di oasi ristoratrice che li tolga per un po’ dal freddo o dal caldo dei marciapiedi lungo i quali vivono nel disinteresse generale). Ogni tanto riceverò una caramella dalla vecchietta gentile e il complimento dell’ex collega per come guido o per aver evitato per l’ennesima volta di “stirare” un pedone distratto.

Prenderò a bordo la Melina Riccio e faremo qualche discorso su Gesù, sul ruolo che l’uomo ha su questa Terra e sulla Natura da difendere, mi capiterà di raccogliere a qualche fermata un supereroe (come il tizio vestito da Power Ranger), o come il clochard con l’asse da water al collo a mo’ di corazza, o quel tipo che anche d’estate va in giro con vestiti di pelle aderenti e casco in testa. O come “Excalibur”, che urla di voler uccidere tutti (ma che poi se ne sta, se lo redarguisci un po’), o quel suo “collega” con la Sindrome di Tourette, che di punto in bianco urla sconcezze a tutto spiano. Oppure il grande “Berretto Rosso” che pensa di essere un parà e come tale si veste, o come il mio preferito, il finto vigile di Via Manara che dirige il traffico e che, armato di fotocamera, si trasforma in un autovelox.

Senza contare quelli che non vedo da un po’, il tizio distinto che però girava scalzo, oppure il vecchietto canterino, o quelli che non ci sono più tipo l’ex vigile che stava appollaiato sul marciapiede e che poi saliva a bordo facendoti gli agguati e lamentandosi delle poliziotte genovesi.

Ascolterò chiunque si lamenti della politica o dell’economia e, se tirato in ballo, dirò la mia. Continuerò a fare gimcane tra la sosta selvaggia, cercando di evitare collisioni con un traffico sempre più caotico e indisciplinato. Mi farò insultare (purtroppo a volte sarò io quello a sbottare), la sera rischierò di prendere “pattoni” o coltellate, lavorando in una atmosfera che in taluni giorni somiglia a quella che si respira nel film “I guerrieri della notte”. 
Cercherò di dare indicazioni a chi me le chiede (anche in inglese maccheronico se necessario).
Mi sentirò, a volte, stanco e svuotato, quindi chiederò ferie che però non mi verranno concesse. Spererò di avere un giorno di buona, in cui rischierò di ammazzare qualcuno solo un paio di volte, in cui mi insulteranno in pochi, in cui non dovrò mai inchiodare troppo forte, perché la frittata di utenza mi è sempre rimasta indigesta. Attenderò come tutti che arrivi il tempo della meritata pensione, perché, diciamocela tutta, ne ho viste proprio tante ed ora vorrei finalmente appendere il volante al chiodo. 

Alla fine il mio, dunque, è solo un arrivederci, ci incroceremo per strada ad ogni ora, con qualunque condizione climatica, che sia giorno feriale o festivo e chissà che non porti ‘dal punto A al punto B’ pure voi, che in queste settimane avete avuto la compiacenza di leggermi. 

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal vostro autista
Barnaba

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