La Sinistra

 In Politica

La sinistra – e non parlo solo dell’universo dei partiti comunisti, più variegato e complesso di quello della Marvel e talmente autoreferenziale che discute su chi sia più o meno marxista, leninista o trotzkista – dicevo la sinistra, quella riformista, europeista ma critica e costruttiva, quella per intenderci che si deve fare professione di fede per riuscire anche solo a intravederla, ma cosa sta facendo, oltre a frignare in posizione fetale e sproloquiare su cose incomprensibili e aleatorie, che non fregano a nessun elettore?

Sarebbe bello ascoltare di programmi: cosa si intende fare per i servizi pubblici (scuola, sanità, trasporti, raccolta rifiuti, acqua), come si intendono rilanciare la ricerca, le PMI, come tutelare le partite IVA, quali soluzioni mettere in campo per contrastare la sempre più drammatica diminuzione del lavoro (dovuta ad un cambiamento non reversibile, imputabile allo sviluppo tecnologico), con cosa sostituire il presente e dannoso modello economico, come sarà possibile ridurre il sempre più esteso divario tra i pochi che hanno troppo e i troppi che hanno poco, come porsi di fronte all’esistenza dei paradisi fiscali, quali sono le soluzioni per abbattere i mali del nostro sistema (corruzione, collusione, clientelismo, evasione fiscale), come snellire la burocrazia e riformare la giustizia, quali armi mettere in campo per estirpare le Mafie (viste dal popolo stremato delle periferie come surrogato di uno Stato assente e distante), come sostituire le energie fossili con quelle rinnovabili, come arginare il problema della povertà globale (contenendo il fenomeno dei profughi e degli immigrati in generale), come rifondare un’Europa dei popoli a trazione politica e non tecnocratica.
Questo silenzio imbarazzante, anche se sono convinto che qualcuno ci stia lavorando, non fa arrivare il messaggio al popolino, a quelli che la sera tornano stravolti a casa, schifati da tutto, che non conoscono altro che sacrificio e umiliazioni, che si vedono circondati da ingiustizie e si sentono prevaricati.
Non si spiegherebbe altrimenti il problema dell’astensionemonstre”: ormai oltre la metà degli elettori non vota più, nemmeno nelle periferie più degradate (a Ostia, per le ultime elezioni del Municipio X, ha votato meno del 40%).
E non si spiegherebbe come mai i pochi che votano si affidino al centro-destra e accettino aiuti e pacchi di pasta da Casapound o da famiglie appartenenti alla criminalità organizzata.
La sinistra non la riesce a sentire più nessuno, perché è troppo lontana da casa, intimorita e temo ammaliata dal sistema che dovrebbe combattere.

Conosco persone valide, che battono i territori e che li vivono, ma bastano?
Non credo. Sono pochi, soli, abbandonati da quella classe dirigente che una volta li accompagnava, li sponsorizzava, li spingeva a vivere i problemi sociali.
La sinistra non esiste, perché non ha più generali degni di questo nome, umili, capaci di autocritica, in grado di fare rete tra le persone.
La sinistra non esiste.
AMEN!

Marco Marsano

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