La Genova “superba e piccola” di Gian Luca Caffarena

 In Cultura

Ogni romanzo porta con sé la libertà. Quella libertà leggendaria di creare personaggi che non esistono nella realtà eppure sono reali, hanno sentimenti e reazioni tipicamente umani. 
Ecco, i personaggi di Caffarena sono così. Ti aspetti di incontrarli per strada o al bar, mentre prendi un caffè.
Stefano Bigazzi, giornalista di Repubblica intervenuto ieri alla Camera di Commercio di Genova per la presentazione del libro, li descrive così: Con questi personaggi si può camminare. Ci si può irritare per quanto alcuni siano veri anche nella loro volgarità. Questo romanzo ci dà l’idea di quello che siamo e non è il romanzo di una famiglia ma di una città”.

In effetti, la fantasia di Caffarena ha saputo immaginare così bene la depravazione, l’ambiguità, la turbolenza, lo “scempio storico di una Genova superba e piccola”, da far sembrare il racconto una pagina drammatica di cronaca nera.
Fantasia e realtà (o dovremmo dire note autobiografiche?) si fondono e aprono nuove strade narrative: “Poi, a un certo momento, c’è un cambio nel ritmo  – continua Bigazzi –  e il romanzo vira e devia nel noir”.

Il linguaggio di Caffarena, colto e demodè, con la sua capacità di piegarsi alle esigenze di pagine diverse, riesce a farci assaporare un’avventura umana, un momento di costume della Genova novecentesca, fatta di sofferenza e di ricordi, che diventa tanto più sconvolgente leggere perché se ne avverte la profonda e mai dimenticata sofferenza di chi, queste pagine, le ha vissute.

Simona Tarzia

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