Altro sabotaggio ai danni di Rolando Fazzari: Ligurblock verso il fallimento

 In Inchieste

Balestrino, 3 settembre 2017

Rolando ci ha chiamati perché ieri si è verificato l’ennesimo sabotaggio alla sua azienda. Sono stati tagliati i fili della pompa che fornisce l’acqua alla Ligurblock. Ma non c’è l’acquedotto del Comune per questa fornitura?
Si certo, e Rolando paga anche le bollette. Ma di acqua ne arriva un filo e non basta per l’attività produttiva.
Allora bisogna adattarsi, perché, a Balestrino, le proteste e le richieste cadono nel vuoto. Ma quando sei nel mirino della malavita e della malapolitica tutti gli sforzi sono inutili. 

Quando sento un politico parlare di sostegno agli imprenditori, di provvedimenti per lo sviluppo economico, mi viene in mente Rolando Fazzari che nella sua vita ha fatto un solo errore: non piegarsi alla ‘ndrangheta.
Quando vedo le sfilate antimafia, le proteste di cittadini indignati, di magistrati sulle barricate mi viene in mente la Ligurblock di Balestrino. Come se lo spazio fisico in cui vive Rolando non fosse presidiato dallo Stato e non godesse delle stesse tutele di altri territori.
Come se i media (alcuni), la magistratura, le forze dell’ordine e la politica fossero sordi alle richieste di aiuto di un imprenditore che ha osato ribellarsi alle logiche ‘ndranghetiste della sua famiglia. Siamo davanti a un  complesso amministrativo che si comporta come le tre scimmiette mentre  le infiltrazioni malavitose iniettano il veleno in profondità nel tessuto sociale di quella zona di Liguria, dove non ci si fa più domande da troppo tempo e un’azienda solida viene lasciata morire
I messaggi a Rolando sono chiari: tieni la testa bassa, adeguati, stai zitto, qui comandiamo noi. E sono messaggi che arrivano a colpi di atti amministrativi. 
Lo Stato, la vergogna, il pudore e la giustizia, in una certa parte di Liguria non esistono più. C’è solo la ‘ndrangheta. 

fp

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