Putti presenta il programma “open source” di Chiamami Genova

 In Politica

“Dopo aver percorso i territori più volte e dopo aver consumato le scarpe, incomincia un altro percorso, quello della restituzione: oggi presentiamo il programma della lista, con alcune delle proposte elaborate nei luoghi e per i luoghi delle tante città che compongono Genova”.
Inizia così Paolo Putti, candidato Sindaco di Chiamami Genova, il discorso di presentazione del programma, ieri al Teatro Rina e Gilberto Govi di Bolzaneto. E ribadisce: “Domani incomincerà un’altra fase del nostro percorso politico, cioè quella della restituzione: dai territori, dalle persone, abbiamo ricevuto tanto, e ora proponiamo delle sintesi pensate per rispondere alle necessità, ai dubbi e ai sogni che abbiamo ascoltato”.

Poi lancia una frecciata a chi, in questi anni, ha mosso le fila della politica nazionale: “Le persone che sono qui stasera, hanno deciso di assumersi delle responsabilità nonostante la politica voglia insegnarci il contrario.
Berlusconi diceva Non pensate a niente, faccio tutto io, non andate a votare, vi faccio vedere un po’ di Uomini e donne… Anche Renzi ha fatto lo stesso dicendoci di non andare a votare, che avrebbe pensato lui a eleggere il Senato.  Più tardi è arrivato Grillo che ha detto Fidatevi di me, o scegliete uno o nessuno…“. 

Infine, presenta la sua declinazione di città: “Abbiamo scelto il percorso più difficile: scrivere il programma partendo dai genovesi e con i genovesi; al contrario di altri non vogliamo sparare slogan, presentando idee calate dall’alto senza alcuna aderenza con la realtà: da domani fino alla chiusura della campagna presenteremo le nostre idee, i nostri sogni, i nostri progetti, uno alla volta, per poter aprire un dibattito con la città tutta“.

La scelta della Valpolcevera come sede della presentazione è simbolica: un territorio che nonostante le devastazioni del passato corre ancora oggi il rischio di subire ulteriori devastazioni: “Non solo Terzo Valico e Gronda: il territorio è devastato dalla marginalità sociale, dalla carenza dei servizi, dalla scarsa cura per il benessere di tutti gli abitanti, dall’abbandono dei luoghi, dalle ghettizzazione dovuta alle servitù legate a interessi altri – spiega Putti – Ma la Valpolcevera è anche una terra di popolo e di grande solidarietà, un laboratorio sociale e un baluardo delle nuove resistenze che si oppongono all’iniquità sociale e alla discriminazione; e, nonostante tutto, un territorio ancora capace di offrire delle unicità ambientali di rilievo. Qua vogliamo chiudere con una stagione politica tossica, e da qua vogliamo ripartire per un domani grandioso e collettivo“.

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