SPX Lab: quello che non ti aspetti a Genova

 In Costume & Società

Nel cuore del distretto universitario genovese, a due passi dall’acquario e dal Museo del Mare, si trova SPX Lab.

SPX è un laboratorio di sperimentazione e creazione di tecnologie di valore, un’ industria creativa che il 20 gennaio scorso ha aperto i suoi nuovi uffici a Genova, dimostrando come l’industria creativa sia una strada promettente da percorrere per uscire dalla crisi economica e occupazionale.
SPX è un laboratorio dell’ICT – Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione – che ha fatto del “saper fare condiviso” la base su cui poggiano la tecnologia, i contenuti creativi e il design di tutti i suoi progetti.
Valorizzare le energie, le idee, i talenti e “ mettere agli stessi tavoli di lavoro sia i tecnici, gli informatici, gli ingegneri che gli architetti, i designer e i creativi – rivela Massimiliano Margarone, CEO e titolare di SPX – consente di trovare soluzioni davvero innovative”.

Una sfida eccitante è stata certamente la creazione della “macchina dei selfie”. ME The selfie machine è un totem, da installare in location quali fiere e centri commerciali o da usare per il lancio di nuovi prodotti, che approfitta della propensione a immortalare se stessi e trasforma in tempo reale gli utenti in testimonial di brand perché consente di scattare un selfie, condividerlo live sui social e nel contempo raccogliere like e follower.

”Uno dei nostri prodotti di punta – precisa Alessandra Giorgi, CTO e titolare di SPX – è l’editoria digitale. Partendo dalle esigenze della formazione e della verifica, progettiamo e realizziamo in particolare applicazioni digital cross-platform con contenuti interattivi e test per il web. Il cliente di riferimento è Zanichelli e la nostra architettura Cloud AWS per Zanichelli test, piattaforma per la scuola secondaria e l’Università, supera brillantemente il tetto dei 2 milioni di esercizi a settimana durante il picco delle prove invalsi”.

A proposito di lusso, invece, ecco il piano interattivo Ta.Bi: “ Ta.Bi significa Tangible Bit e si tratta di uno strumento di advertising per mercati extra lusso. L’utilizzo ideale sono gli eventi, le fiere, i congressi, le sale rappresentanza, insomma i luoghi dove si vuole far emergere il proprio prodotto e migliorare la visibilità e la presentazione del brand. Nato dallo studio del rapporto tra il digitale e il design – precisa Margarone – con Ta.Bi abbiamo realizzato uno scambio tra il mondo fisico e il cyberspazio”.

fp

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