Rete a Sinistra, Gaggero:” Genova non si può amministrare come un condominio”

 In Politica

Genova come laboratorio politico di partecipazione attiva.

È la visione della città che emerge dall’intervista a Stefano Gaggero, membro del Direttivo Regionale di Rete a Sinistra, che precisa: “Occorre una proposta politica che unifichi i partiti, i cittadini, le associazioni in una prospettiva di cambiamento che attivi le energie, che metta a sistema tutte le forze che esistono. Non si può fare solo amministrazione di condominio”.

Stefano Gaggero, Direttivo regionale Rete a Sinistra

Sabato 28 gennaio Rete a Sinistra organizza un incontro alla Commenda di Prè che presumibilmente vedrà la partecipazione delle associazioni dei commercianti, dei sindacati e dei comitati dei cittadini. Una grande Réunion del Centro sinistra che si organizza per le future amministrative di primavera.

Ci sarà anche il PD? Crediamo proprio di sì anche se i componenti delle varie correnti arriveranno in ordine sparso e facendo finta di non conoscersi. Può anche essere che abbiano ritrovato la perduta unità e il 28 siano in grado di offrire la ricetta vincente per essere ancora credibili.

Gianni Pastorino è sempre apparso riluttante ad accettare che Rete a Sinistra faccia da “maggiordomo” a un sindaco del PD, forse anche a ragione. Non ci sarebbe da meravigliarsi se alla fine delle manfrine di questi ultimi mesi il nome del candidato fosse proprio il suo. Altri nomi, francamente non ne vediamo. O meglio, se tutta la coalizione opterà per non fare le primarie convergendo su un nome, non crediamo possibile che Simone Regazzoni decida anche lui di convergere. Non si può dire con certezza di quanti consensi goda il filosofo della Val Bisagno, ma in una città disillusa come Genova qualche migliaio di schede faranno la differenza. “Genova che osa” sarà un incontro vivace o tranquillo e riflessivo? Certo che la presenza di Regazzoni, magari in veste di uditore, renderebbe il tutto un po’ più frizzantino.

A Rete a Sinistra riconosciamo lo sforzo di voler mettere insieme i pezzi di una coalizione che, se non sarà fondata su regole ferree, è talmente poco omogenea che rischierà di frantumarsi al primo intoppo.

Al di là dei progetti conterà molto il voto di pancia dei genovesi che, a torto o a ragione, arriveranno alle urne per niente soddisfatti di questi cinque anni di amministrazione Doria. Anche questo voto sarà condizionato dall’umore delle “periferie”?

fp

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