Genova in zona retrocessione

 In Politica

 

Marco Doria Sindaco di Genova

Marco Doria Sindaco di Genova

Siamo in zona retrocessione. Genova “la Modesta”, oltre a non essere mai stata tanto simpatica, da molti anni è un luogo da cui scappare. Mi piacerebbe fare un’analisi storica delle cose che sono state fatte bene e di quelle fatte male per poter imputare ad ogni singola giunta le sue colpe.
Perché di questo si tratta. Puntare il dito e poter dire: “Caro Sindaco, tu hai fatto male e non governerai mai più”. In poche parole “vai a far danni altrove”. Il parametro per valutare le capacità di un amministratore? Se hai avuto 100, i cittadini dovranno trovare in cassa almeno 100 o un miglioramento dei servizi e quindi della vita. Qui ci siamo mangiati “frutto e capitale”.
E non cominciamo con la solfa “è colpa della destra, della sinistra, di sopra o di sotto”.
Tutti alibi.
In una riunione di Rete a Sinistra sentivo parlare di programma. Il programma è più importante della candidatura. Eh no. Non credo. Un buon programma dato in mano ad un incapace sarà solo inchiostro su un foglio. Il candidato con le sue peculiarità, capacità decisionali, sarà parte fondamentale del programma, della sua realizzazione o del suo fallimento.

Alessandro Terrile Segretario provinciale del PD genovese

Alessandro Terrile Segretario provinciale del PD genovese

E il PD? Ci fu detto in un’intervista fatta al Segretario provinciale, Alessandro Terrile, che dopo il referendum avrebbero sciolto il nodo sul nome del candidato sindaco o sulle primarie. Il risultato, oggi, è un tutti contro tutti che serve solo a regolare i conti interni al partito di maggioranza. Questo significa anche che la lungimiranza politica del PD era solo fino al 5 dicembre 2016.
Un po’ pochina per avere l’ambizione di governare una città disastrata come la nostra.

Stefano Balleari Vice Presidente del Consiglio Comunale di Genova

Stefano Balleari Vice Presidente del Consiglio Comunale di Genova

E che dire del centro destra? Ha un nome, spendibile, con il 100% di presenze in consiglio comunale: Stefano Balleari. Probabilmente alla fine non sarà lui il prescelto e di certo questo farà la sua fortuna.
Il leit motiv, trito e ritrito, della rediviva compagine di centro destra resuscitata da Matteo Renzi a livello nazionale e dalla vistosa incapacità di Marco Doria a livello locale, è “basta migranti nella nostra città, vogliamo l’esercito”.
Siamo seri. Se il nostro più grosso problema fosse qualche migliaio di migranti saremmo dei gran signori. Tutti gli uomini di buona volontà e buon senso sanno che per regolare la presenza dei migranti bastano poche cose ben fatte e qualche mese di tempo. Invece di lasciarli bighellonare per la città ci sarebbero altre possibilità che non vi sto a raccontare perché non cedo gratis buone idee.

 

Antonio Bruno Capogruppo Federazione della Sinistra in Consiglio Comunale

Antonio Bruno Capogruppo Federazione della Sinistra in Consiglio Comunale

Iren-Amiu. Antonio Bruno dice delle cose. Abbiate la pazienza di ascoltare per intero la nostra intervista.
Enrico Pignone, persona che ritengo di buon senso, ne dice altre. Ora, faccio ai genovesi che ci leggono una domanda: cosa avete capito, al di là della vostra simpatia politica, di quello che sta succedendo in Amiu?
Volete la mia risposta ? Nulla! Non ho capito nulla. Hanno tutti ragione, non sono in grado di convergere su una posizione che sia di vantaggio per i cittadini e per la loro salute.
Vedremo se il nodo si scioglierà il 9 gennaio 2017 quando si riuniranno le Commissioni Territorio e Sviluppo economico per la “Definizione dei criteri operativi a cui ispirare il modello di aggregazione industriale e societaria tra AMIU S.p.A e IREN Ambiente S.p.A.”. Clicca sul link per ascoltare le sedute del Consiglio Comunale del  21 dicembre 2016 e del 22 dicembre 2016.


In questo clima di confusione totale, mentre il bastimento Genova affonda, oggi andremo a una riunione dei “renziani” che si staccano da altri “renziani”.

Candidato Sindaco Simone Regazzoni

Candidato Sindaco Simone Regazzoni

Simone Regazzoni, cui riconosco l’onestà di non essere mai sceso dal carro del “perdente” Matteo Renzi, porta avanti la sua candidatura e in questi giorni ha persino trovato il tempo di bisticciare con Vittorio Sgarbi.
Vedremo se il suo programma, non ancora delineato nei dettagli e nella fattibilità, sarà granitico come la sua resistenza. Per certo non potrà continuare ad attaccare a testa bassa per altri 5 mesi.

Ci prepariamo a una festa di fine anno in Piazza Matteotti con tanto di funambolo simbolo di una politica incapace di pensare al bene comune come obiettivo principale.

fp

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Comments
  • Roberto Delogu
    Rispondi

    Fabio il PD dopo tutti i disastri dovrebbe stare 30 anni all’opposizione …Pignone …chi quello che ha barattato la sua coscienza critica con un posto nell’area metropolitano facendo danni come il vate della sua lista ..Bruno stupenda persona ma sono certo che se gli propongono un posto in una lista che fiancheggi il PD accetta …sulla destra stendo un velo pietoso

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