La propaganda ha leggi costanti. Il rapporto tra Islam e mass media

 In Cultura, Esteri

“Laddove la libertà di stampa non esiste, il pubblico si abitua ai sospetti; si crea fantasmi, li ingrandisce e se ne impadronisce”.

 

Andrea Morigi – Hamza Boccolini
Media e Oriente
Milano, Mursia, 2011, 136 p.

 

Sono questi i fantasmi che stravolgono la mente dei fondamentalisti? Che conducono alla persuasione di poter effettuare la scalata al cielo attraverso il dilagare della violenza?

La propaganda ha leggi costanti e Morigi e Boccolini analizzano, in questo saggio che è unico nel panorama italiano, il rapporto tra Islam e mass-media e il ruolo di questi ultimi nell’acutizzazione dei conflitti.
 A leggere della possibilità di ricevere una fatwa per una battuta in un talk-show, o dei cartoons kamikaze utilizzati come propellente del fanatismo infantile, colpisce in particolar modo la dicotomia che pare destabilizzare il mondo musulmano: da un lato l’esigenza di modernizzarsi per uscire dal sottosviluppo culturale, facendo propri strumenti che appartengono ai “corrotti sulla terra”; dall’altro la necessità di non perdere di vista la fonte della vera fede, il Corano, ideologia religiosa e insieme consapevole strumento spiccatamente politico. Il versetto 110 della III Sura recita infatti: ”Voi siete la migliore nazione che possa unire gli uomini. Voi, invero, praticate il bene, impedite il male, voi credete in Dio”.

A leggere del dovere dell’obiettività piegato dalla manipolazione della propaganda colpisce come somigli alla storia di casa nostra, una storia di glorificazione del potere tanto più esaltatrice quanto meno autorevoli i meriti di chi la impone. La propaganda condanna il buon giornalismo all’estinzione; la propaganda spoglia le notizie del loro significato e della loro natura, seppellisce i fatti impedendo loro di divenire realtà e smantella la circolazione delle informazioni per assicurare il consenso.

La propaganda ha leggi costanti, immutabili, eterne, quasi cosmologiche, un delirio logaritmico che soffoca il pensiero e crea sudditanza. Non c’è niente di più antidemocratico.

Simona Tarzia

 

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